Il presidio
Caso specialist tutti assolti e niente ricorso
MASSA. Sentenza di assoluzione passata in giudicato per i 5 tecnici delle protesi accusati di essere entrati in sala operatoria senza averne titolo e per i 5 ortopedici che avrebbero concesso loro di...
MASSA. Sentenza di assoluzione passata in giudicato per i 5 tecnici delle protesi accusati di essere entrati in sala operatoria senza averne titolo e per i 5 ortopedici che avrebbero concesso loro di farlo. Il pm ha ritenuto che le argomentazioni espresse dal giudice monocratico Giovanni Sgambati nelle motivazioni della sentenza siano così convincenti da non presentare ricorso. L’appello non si farà. La sentenza di assoluzione era arrivata lo scorso marzo: le difese non avevano mollato un secondo, erano riuscite a scardinare l’accusa di falso (tanto che per quella ipotesi di reato anche il pm aveva chiesto l’assoluzione), poi avevano mostrato ogni fragilità dell’impianto accusatorio sul fronte dell’altro capo di imputazione, quello dell’esercizio abusivo della professione. Ed erano riusciti a mettere a segno il colpo convincendo il giudice: assolti medici e tecnici delle protesi perché il fatto non sussiste. Non è possibile contestare loro di essere entrati in sala operatoria e di aver fatto quanto compete agli infermieri. Gli specialist non hanno quindi esercitato la professione infermieristica e i medici - è la immediata conseguenza - non hanno concorso, nè contribuito a quell’esercizio abusivo. Nelle motivazioni il giudice definisce l’accusa «formulata sulla base di un teorema completamente astratto» e precisa che «in giudizio è emerso con certezza che non risultano commessi atti che possano essere ricondotti all’attività squisitamente medica o comunque rientrante tra i compiti del medico».
Il giudice Sgambati evidenzia che «gli ipotetici contributi degli specialist» non sono «certo riconducibili ad attività mediche». Motivazioni così convincenti che il pubblico ministero rinuncia al ricorso.
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