Il Tirreno

Lo perdona la moglie, poi il giudice

Lo perdona la moglie, poi il giudice

Era accusato di resistenza a pubblico ufficiale dopo aver picchiato la consorte

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MASSA. Tutto era nato per una lite tra moglie e marito: i carabinieri erano intervenuti per mettere pace, ma la risposta dell’uomo era stata spropositata: aveva fatto resistenza e i militari lo avevano denunciato. Da qui l’indagine e il rinvio a giudizio. Ieri il processo si è concluso con l’assoluzione dell’imputato. Che tra le altre cose prima del verdetto del giudice Fabrizio Garofalo ha ottenuto il perdono della moglie, che era con lui in aula. I due da quella volta vanno d’amore e d’accordo, tanto che anche la donna ha testimoniato che era stata lei a far perdere le staffe al marito e che quando erano arrivati i carabinieri le cose erano degenerate perché ormai aveva perso le staffe.

In realtà la lite era stata particolarmente animata, tanto che a chiamare la pattuglia, oltre alla vittima delle percosse, erano stati anche i vicini della coppia, preoccupati soprattutto per le minacce che sentivano arrivare da dietro la porta. I militari avevano suonato e cercavano di portare via il marito per rasserenare gli animi e riportare la situazione alla normalità. Invece la vista delle divise ha peggiorato le cose. Credendo che lo volessero arrestare ha fatto di tutto per svincolarsi dai due carabinieri, ma in questo modo ha commesso un reato che poteva essere perseguito d’ufficio e si è cacciato nei guai. In attesa della giustizia però marito e moglie si sono riconciliati, trovando una nuova armonia. Erano anche andati a parlare con le forze dell’ordine per vedere se si poteva bloccare il procedimento. Ma non era possibile. Il giudice ha messo le cose a posto assolvendo l’uomo.

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