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«Alla Casa di riposo camere inadeguate»
Dal sindacato un duro attacco al direttore Biselli: norme ignorate da anni, spazi sottratti ai lavoratori
CARRARA. «Norme ignorate da anni, camere inadeguate e utilizzate in modo improprio e ancora spazi sottratti ai lavoratori». Un ritratto della Casa di riposo molto diverso da quello rappresentato dal suo direttore. Gianni Marchi e Luca Albertosi di Usi Enti Locali lanciano un duro attacco ai vertici della Casa di Riposo “Regina Elena” dopo le dichiarazioni rilasciate dal direttore Ermanno Biselli davanti alla commissione Sociale.
«È arrivato il momento di cambiare dirigenza e dare attuazione ai provvedimenti del consiglio comunale» dicono i due sindacalisti senza usare mezzi termini.
Prendendo spunto dall’annuncio del direttore che parlando ai consiglieri comunali si era impegnato ad adeguare la Casa di Riposo alle «nuove norme» per salvaguardare e anzi ampliare la capienza della Regina Elena, Marchi e Albertosi ribattono: «La norma che pone il limite degli ospiti per questa tipologia di struttura risale al 1985, quindi è tutt’altro che nuova. Non ha caso da Asl sono arrivate ripetute segnalazioni».
Non solo: l’adeguamento degli spazzi alla legge secondo i due sindacalisti non sarebbe così facile come ha lasciato intendere il direttore che, davanti alla commissione, si è impegnato a provvedere entro fine anno. Anche perché, rincarano la dose da Usi Enti Locali, la situazione della Regina Elena presenta ulteriori problematiche.
«Ci sono stanze non a norma, dove i letti sono appoggiati su due lati alle pareti mentre secondo la legge gli operatori dovrebbero poter accedere almeno su tre lati» spiegano i sindacalisti, aggiungendo che per «recuperare posto sono stati sottratti spazi ai locali del personale che ora, in 4 zone su 5, non ha spogliatoi e bagni riservati ma è costretto a usare quelli dei pazienti».
Ma le “irregolarità” non finirebbero qui perché secondo quanto appurato dai due esponenti di Usi Enti Locali, «uno dei letti nella camera del centro Alzheimer, destinato ad accogliere i pazienti affetti dal morbo per il riposo pomeridiano, è da qualche tempo occupato da un giovane che, per quanto bisognoso di aiuto, non è affetto da quella particolare patologia».
E dopo aver aperto il “vaso di Pandora” della Casa di riposo Regina Elena, Marchi e Albertosi passano all’attacco della dirigenza. Un attacco duro e frontale.
«Il direttore opera in regime di prorogatio da oltre sei mesi - sottolineano - Avrebbe dovuto essere sostituito subito dopo la trasformazione della Casa di Riposo in azienda speciale, avvenuta sei mesi fa e invece rimane ancora al suo posto».
Secondo i due sindacalisti, dunque, «se ci sono modifiche o adeguamenti da fare è bene che siano gestiti dalla nuova dirigenza» anche perché, «a dirlo ci sono diversi provvedimenti del consiglio comunale».
Da Usi Enti Locali parte dunque l’appello ai vertici dell’amministrazione: «l’attuale dirigenza della Regina Elena ha fatto il suo tempo, apriamo il confronto sul futuro della struttura».
(c.ch.)
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