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Un milione di passivo in bilancio bacchettata della Corte dei Conti
Rilevate irregolarità nell’esercizio 2013 di Villafranca e il mancato rispetto del Patto di stabilità in vista l’adozione di provvedimenti idonei a ripristinare una corretta gestione finanziaria
VILLAFRANCA. La corte dei Conti bacchetta il Comune di Villafranca rilevando come il bilancio 2013 “evidenzia criticità o irregolarità gravi che danno luogo a specifica pronuncia di accertamento”.
In particolare è stato rilevato un passivo di amministrazione pari a un milione e 97.615,14 euro generato dal mancato finanziamento del disavanzo dagli esercizi precedenti. Inoltre la sezione rivela la necessità di ricostituire i vincoli, nell’ambito di bilancio 2013, per oltre circa 350 mila euro, data che farebbe così “sforare” il passivo a quasi un milione e mezzo di euro.
Inoltre è stata rilevata l’alta presenza di vecchi residui attivi (ovvero la differenza tra quanto si prevedeva di incassare e le reali riscossioni) che rappresentano ben il 32,88% del Bilancio comunale quando il limite sancito dalla Corte dei Conti è del 18%.
Una “grave irregolarità” segnalano dalla Sezione che ritiene pertanto necessaria l’adozione di provvedimenti idonei a ripristinare una corretta gestione finanziaria e sentenzia come il Comune non abbia rispettato il Patto di Stabilità per l’anno 2013.
Una bocciatura che, se vogliamo, vede più un colpevole sulla sbarra degli imputati visto che sono chiamati a rispondere non solo gli amministratori allora in carica (la giunta guidata da Pietro Cerutti) ma anche le amministrazioni precedenti, in particolare quella guidata dal senatore Lucio Barani. Infatti «l’interessamento» della Corte dei Conti Toscana per il Comune lunigianese ha inizio nel 2010, quando avvia una verifica sulla gestione del bilancio dell’ente che risultava problematico.
In particolare la sezione evidenziava come l’esercizio 2009 fosse preoccupante per la presenza elevata di vecchi residui attivi e per l’utilizzo reiterato di fondi vincolati per il pagamento di spese correnti. Tanto che al 31 dicembre 2012 il bilancio di Villafranca chiudeva in rosso sparato: oltre due milioni di euro di disavanzo.
Un dato dovuto anche e soprattutto al risultato della gestione di competenza, con oltre un milione di euro di disavanzo. Per questo la Corte dei Conti interveniva chiedendo, a partire dal rendiconto 2010, di adottare specifiche misure correttive per ripianare il bilancio.
Dall’analisi dell’evoluzione della situazione amministrativa, scrive la Sezione, è emerso un miglioramento della gestione di competenza che passa da un negativo di oltre un milione di un euro, nel 2009, a un positivo di circa 72mila euro (2013). Ma si tratta di un miglioramento di cui «non è possibile apprezzare l’effettiva natura strutturale» e inoltre si associa a un «saldo complessivo finanziario» che pur essendo diminuito (circa un milione di euro) si è mantenuto in termini assoluti su una dimensione «decisamente elevata rispetto al bilancio dell’Ente».
Inoltre la Sezione rileva come l’amministrazione ha proceduto a quantificare a credito, fondi di dubbi esigibilità per oltre 3 milioni di euro. Quindi se alla fine il risultato teorico del bilancio 2013 era positivo, questa “bontà” finanziaria con ogni probabilità, sostiene la Corte dei Conti, si va a scontrare con la realtà della effettiva riscossione. Ma la situazione dell’Ente era già sotto monitoraggio nel 2011 quando la Corte ha rilevato l’inottemperanza da parte dell’amministrazione all’obbligo di adottare provvedimenti atti a ripristinare gli equilibri di bilancio.
Ora se vogliamo il buco si è ulteriormente allargato e l’amministrazione retta da Filippo Bellesi deve correre presto ai ripari. (r.s.)
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