Il Tirreno

Massa, un'altra fiaccolata contro il cemento nei quartieri

di Manuela D'Angelo
La fiaccolata contro il cemento ai Quercioli
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La fiaccolata contro il cemento ai Quercioli

L'appuntamento sabato 10 ottobre indetto da sei comitati

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MASSA. Sono saliti a sei i comitati cittadini anti Aru, ovvero anti regolamento urbanistico, che sabato 10 ottobre scenderanno in piazza, tutti insieme per la prima volta, manifestando la loro preoccupazione e il loro dissenso nei confronti della nuova pianificazione urbanistica della città.


È la seconda fiaccolata contro il cemento che i cittadini di Massa organizzano da quando il consiglio comunale ha adottato il Regolamento urbanistico lo scorso luglio: la prima fu messa in piedi dal comitato dei Quercioli, il capostipite, e portò in strada 700 persone, tra cui anche tanti residenti di altri quartieri. Sabato i comitati saranno tutti insieme: Quercioli, Turano, la Rocca, Romagnano, Castagnola, Lungo Frigido, come hanno ricordato i sei presidenti Maria Rosa Baldini, Giuliano Bianchi, Francesco Mosti, Edoardo Bontempi, Carlo Ferrari e Andrea Biagini. Gli organizzatori si aspettano migliaia di persone che da piazza Garibaldi alle 20,30 passeranno in corteo da viale Eugenio Chiesa, via Democrazia, via Crispi, via Alberica, via Traversa, via Beatrice, Piazza Mercurio, via Cairoli, Piazza della Conca, via Guglielmi, via Dante, Piazza Aranci, per concludere la manifestazione sotto il palazzo comunale.


«Il dissenso non dorme mai- spiega Giuliano Bianchi a nome dei presidenti di tutti i comitati- e non ha dormito nelle ultime settimane; siamo sorti a catena per dire no a quanto previsto dal regolamento urbanistico in tema di ambiti, a cominciare da quello “storico” dei Quercioli, per passare poi a quelli della Rocca, di Turano, di Lungofrigido (Aru5.01), di Romagnano e di Castagnola, consapevoli che la questione Aru non riguarda il ristretto confine dei giardini di un singolo ambito, ma la qualità della vita di un intero territorio comunale. Abbiamo scelto di proseguire uniti e di alzare il livello della nostra protesta- continuano i presidenti dei comitati- e di fronte alle promesse di chi ci vuole rassicurare restiamo ancorati al nostro più che ragionevole dubbio, cementato dalla irragionevolezza di un comportamento istituzionale che non ha brillato per processi partecipativi e informativi inclusivi. Abbiamo deciso di scendere in piazza tutti assieme con una fiaccolata in programma sabato, contro il cemento, l’usurpazione delle terre e il potere del regolamento urbanistico.

Ognuno di noi avrà uno zainetto invisibile sulle spalle pieno del disagio sociale, fatto di ansie, ma anche di un costo economico ingiusto, causato dall’adozione non condivisa di uno strumento che va apertamente contro la cittadinanza. Con questa manifestazione segneremo quella che abbiamo deciso sia d’ora in poi la nostra linea del Piave, ritenendo che sia ingiusto, per poter esercitare un diritto democratico soggiacere alle forche caudine delle “osservazioni”, onerose sotto ogni punto di vista. E questo diritto lo vogliamo chiedere per tutti e nell’interesse di tutti».


Un clima di contestazione, dunque, a cui la amministrazione cerca di porre rimedio cercando di “fare ragionare”. Come è successo la sera scorsa al circolo Moretto di San Vitale dove all’iniziativa del Pd hanno partecipato anche il sindaco e parte della giunta. Folta la partecipazione degli abitanti, in un clima per una volta non troppo esasperato. Così il sindaco e i tecnici hanno potuto illustrare i contenuti del Regolamento, risposto alle tante domande e spiegato, come sintetizza il segretario della sezione Pd di Mirteto «che nessuna casa verrà buttata giù».
 

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