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Lancio di monetine al consiglio dei cittadini di Carrara
Riunione a porte chiuse scatena la bagarre del pubblico fuori dal palazzo civico
CARRARA. È terminata con un lancio degli spiccioli di “craxiana” memoria, in segno di spregio contro alcuni eletti, quella che senza dubbio è stata la riunione più incandescente del consiglio dei cittadini di Carrara Centro. Proprio quando gli animi in città avevano iniziato a raffreddarsi, dopo una serie di sedute del consiglio comunale senza grandi contestazioni, Piazza Due Giugno torna a essere teatro della protesta, questa volta contro quello che almeno in teoria dovrebbe essere l’organismo di rappresentanza più vicino alla popolazione. Una quarantina di persone si sono presentate martedì sera in municipio per protestare contro la decisione, annunciata dalla presidente Marzia Dati, di tenere l’incontro a porte chiuse: ad aspettarli, alcuni agenti della Polizia Municipale e delle forze dell’ordine, incaricati di tenere calmi gli animi e di consentire l’accesso a Palazzo Civico ai soli consiglieri. Tra i contestatori diversi esponenti dell’Assemblea Permanente, da sempre critica nei confronti del consiglio dei cittadini, ma anche tanti cittadini “non allineati”, commercianti e residenti del centro che seguono da sempre i lavori dell’organismo, oltre a tre consiglieri “dissidenti”: Daniele Fabbiani, promotore di una mozione di sfiducia nei confronti della presidente Dati, Stella Volpi e Francesca Botti anche loro contrarie alla riunione a porte chiuse.
La bagarre di ieri sera, come detto, è stata innescata dalla decisione della presidente di convocare una riunione a porte chiuse: «Siccome ci sono problemi interni di comunicazione tra i singoli consiglieri, di relazioni, in base all’articolo 56 comma 1 ho deciso di tenere la seduta in forma riservata» ha spiegato Marizia Dati, raccontando accennando a uno scontro a mezzo stampa con Fabbiani sul tema della pulizia dei tombini in centro città e accusando i tre “dissidenti” di «ostacolare il lavoro del consiglio» e di non «lasciarci lavorare». Diversa, ovviamente, la versione di Fabbiani, Volpi e Botti secondo i quali, la Dati avrebbe una gestione “personalistica” del consiglio e soprattutto non avrebbe dovuto “chiudere” la seduta di martedì sera perché, quelli all’ordine del giorno, erano temi di pubblico interesse, a iniziare dalla mozione di sfiducia preparata dallo stesso Fabbiani nei confronti della Dati.
«Prova a fare deleghe “ad personam” quando non può essere presente agli incontri, mentre il regolamento prevede che presidente venga sostituito dal secondo consigliere più votato; invita ospiti, annulla gli appuntamenti e rilascia dichiarazioni alla stampa a nome del consiglio senza prima consultare gli altri consiglieri e infine convoca la riunione a porte chiuse solo per non affrontare pubblicamente la mozione di sfiducia» spiega Fabbiani, sintetizzando i motivi che lo hanno portato a chiedere la rimozione della Dati dalla presidenza. Alla fine il consiglio di ieri sera si è tenuto alla presenza di sette consiglieri: Marzia Dati, Carmine Mezzacappa, Rosanna Pino, Enrico Balderi, Luicia Fiori, Giacomo Delfino e Debora Marchi. Stella Volpi e Daniele Fabbiani hanno fatto una breve apparizione salvo poi andarsene in segno di protesta mentre Francesca Botti non è mai entrata alla riunione e sulla sua pagina Facebook ieri mattina ha spiegato: «Chiedo scusa per non essere riuscita ad impedire che ieri sera venisse violato il diritto dei cittadini di partecipare ad una riunione di un consiglio nato per permettere loro di, appunto, partecipare. Chiedo scusa per il fatto che, a loro insaputa, ieri sera tutti i cittadini hanno speso soldi per tenere in servizio ben cinque vigili urbani a tutela di una riunione convocata in modo, a mio parere, illegittimo.
Mi dissocio totalmente dal gesto autoritario ed auspico che chi se ne è reso responsabile, si renda conto della necessità di fare un passo indietro per lasciare che il consiglio torni ad essere uno strumento di partecipazione per i cittadini e non uno strumento al servizio di partiti, partecipate o politici vari». Assente per motivi personali Matteo Ferrari. La mozione di sfiducia preparata da Fabbiani, e sostenuta dalla consigliera Botti, alla fine non è stata presentata: nei prossimi giorni però il suo promotore consulterà il segretario generale del Comune di Carrara per capire se la presidente Dati ha gestito la situazione in ottemperanza al regolamento.
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