Il Tirreno

Il comandante Di Marco: «La barca non è un’auto, una piccolezza può diventare un dramma»

«La nostra attività non termina certo con la fine dell’estate, perché prevenire è meglio che curare o reprimere». Il neo comandante della Direzione marittima e della Capitaneria di porto di Livorno,...

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«La nostra attività non termina certo con la fine dell’estate, perché prevenire è meglio che curare o reprimere». Il neo comandante della Direzione marittima e della Capitaneria di porto di Livorno, Vincenzo Di Marco, chiude il bilancio di “Mare sicuro 2015” e apre la «stagione della sensibilizzazione», perché «saremmo ben lieti, il prossimo anno, di annunciare un numero minore di salvataggi: vorrebbe dire avere avuto meno persone che hanno rischiato la vita». Di Marco spiega che «anche quando abbiamo comminato le sanzioni lo abbiamo fatto cercando di arricchire la conoscenza della persona multata, affinché se ne andasse con una maggiore consapevolezza di cosa significa viaggiare per mare». «La barca - sottolinea il comandante - non è un’auto: con la propria utilitaria, se c’è un guasto, ci si può mettere a bordo strada e aspettare i soccorsi. Quando si è in mare il rischio è amplificato. Anche una sciocchezza, come non aver fatto il pieno o non aver controllato il motore, può trasformarsi in una situazione molto pericolosa». L’invito alla prudenza è rivolto soprattutto a coloro che hanno poca dimestichezza con le proprie imbarcazioni, ma anche a chi usa un natante in modo frequente. Perché troppo spesso “esperienza” non fa rima con “buon senso”. Fin dalle prossime settimane la Capitaneria sarà impegnata con eventi aperti al pubblico e iniziative nelle scuole affinché tutti possano conoscere e abituarsi alle buone pratiche in vista della prossima estate, che solo così potrà essere effettivamente all’insegna del “Mare sicuro”.

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