Il presidio
«Cambiare passo? Qui è il tempo che passa»
Delia (Pd): bisogna tornare a parlare di politica. Cosa si ha intenzione di fare dell’ospedale di Carrara?
CARRARA. «Bisogna tornare a parlare di politica. Invece di fare il cambio di passo basterebbe ricordarci che qui il tempo passa. Dicano loro cosa vogliono fare in materia di marmo, portualità e sanità».
Parla, senza tirare in ballo nomi e cognomi (e correnti di partito), il segretario comunale del Pd Pierpaolo Delia. Nessun altro cenno alle polemiche che stanno accompagnando la nomina di quello che dovrebbe essere il suo successore. Nemmeno una parola. Perché Delia preferisce dibattere sui grandi temi a cominciare dai problemi socio-sanitari legati al trasferimento dell’ospedale.
«Il 13 novembre entrerà in funzione l’ospedale nuovo - spiega Delia - ma non abbiamo ancora capito cosa resta a Carrara. I cittadini, questo è sicuro, si troveranno in difficoltà e ci sarà pure un riflesso negativo sulla zona di Monterosso per quel che riguarda il depauperamento di passaggio e di gente che oggi transitava proprio accanto all’ospedale e agli ambulatori».
E ancora: «Dalla Regione mancano le risorse per l’ospedale di Carrara - continua Delia - Tolta la buona volontà degli operatori sanitari, che stanno davvero facendo del loro meglio, mancando i soldi per la trasformazione auspicata della struttura ospedaliera cittadina. Senza contare che le Case della salute nel nostro territorio sono ben lungi da diventare realtà: ad Avenza ci hanno messo, con una scelta discutibile, una scuola».
Dall’ospedale ai servizi sanitari, il passo è davvero breve per il segretario comunale del partito democratico. Anche perché, mette bene in evidenza Delia, si tratta di un’altra emergenza.
«Per quel che riguarda il sociale - spiega Delia - la nuova legge sanitaria regionale prevede la gestione diretta dei servizi da parte dell’Asl con un bando di gara per l’assegnazione a terzi. Non solo, le società partecipate non potranno partecipare, quindi nemmeno Apuafarma». «Che fine faranno i 54 lavoratori, fra Osa e Ose? - chiede Delia - E, soprattutto, a questo punto ci dica la Regione se c’è una situazione simile alla nostra e la possibilità di non perdere questi servizi che sono fondamentali per chi si trova a dover fare i conti con disabilità e la necessaria assistenza domiciliare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
