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Sempre meno vaccinazioni «Così si rischia l’epidemia»
Appello di Asl e medici: proteggete la salute pubblica e quella dei vostri figli Il presidente dell’ordine invita a «non voltare le spalle a ricerca e intelligenza»
MASSA. Il tema è delicatissimo e non potrebbe essere altrimenti: libertà personale, salute, minori, scienza. Informazione e disinformazione. Gli ingredienti per il dibattito ci sono tutti. E c’è l’oggettività del dato: sempre meno vaccinazioni, sempre più famiglie che decidono di non allungare il braccino del bimbo perché l’infermiera faccia la fatidica iniezione. Sono così tanti i genitori che dicono “no” alle vaccinazioni da mettere in allerta l’azienda sanitaria e l’ordine dei medici.
Giuseppina Ghiselli, direttore dell’unità operativa di igiene pubblica, lancia l’allarme: «Sta calando la copertura vaccinale, in questo modo verrà meno l’immunità di gregge, i virus torneranno a circolare e il rischio reale sono le epidemie. Se il trend sarà confermato, ci ritroveremo presto a fare i conti con la diffusione di malattie come morbillo o difterite».
Insomma, meno si vaccinano i bimbi, meno protezione è assicurata a tutti. L’immunità di gregge, infatti, è la condizione per cui anche chi non ha sviluppato, appunto, l’immunità è comunque coperto: la patologia non si diffonde e, anche i soggetti più a rischio, hanno una copertura garantita. Ma perché l’immunità di gregge scatti è indispensabile una vaccinazione capillare - spiegano i medici - pari al 95% della popolazione. E la percentuale si sta abbassando: per alcune vaccinazioni (morbillo, parotite, rosolia), a livello nazionale - numeri dell’istituto superiore di sanità - è intorno all’86%».
Un dato esatto sul calo delle vaccinazioni l’Asl apuana ancora non ce l’ha, ma gli uffici sono al lavoro per definirlo: «A Viareggio, in occasione del Festival della Salute - spiega la dottoressa Ghiselli - abbiamo organizzato incontri con i genitori proprio sul tema della vaccinazione. Ritengo che sia fondamentale un’informazione corretta». Sui rischi e vantaggi. Perché a far dire no a tante mamme è il timore di effetti pesanti- e non previsti - sulla salute del bambino.
Carlo Manfredi è il presidente provinciale dell’ordine dei medici. Medico di famiglia, ha nel suo curriculum una specializzazione in pediatria e alla vaccinazione dice “sì” e lo fa in modo accorato perché- asserisce - «vaccinare è un atto dovuto» a garanzia della salute individuale e pubblica.
Manfredi fa eco alla direttrice del dipartimento di igiene pubblica e riconosce che l’ingrediente fondamentale è la corretta informazione: «Io ho sempre caldamente invitato i miei pazienti a vaccinarsi, spiegando nei dettagli i vantaggi della vaccinazione, fornendo informazioni sulla natura dei vaccini attuali.
Non dimentichiamo - aggiunge - che ci sono stati casi clamorosi di bimbi che hanno fatto i conti con complicazioni importanti per patologie come il morbillo. Complicazioni - dettaglia - quali la meningite. Salva la libertà di ciascuno - premette il medico - non vaccinare i figli è un atto di responsabilità grave, a fronte di vantaggi certi garantiti dalla copertura vaccinale».
Poi il presidente dell’ordine scende nel tecnico: «Con i vaccini di nuova generazione non viene più iniettato il virus o il batterio vivo (seppur in forma attenuata), la ricerca ha fatto passi da gigante. Per esempio con il vaccino antimeningococco B è stato individuato il tratto del gene meningococco che produce gli anticorpi e solo quello viene iniettato. Si tratta di scoperte importanti, frutto dell’intelligenza umana e, in più di un caso, della ricerca italiana. Non voltiamo le spalle ad intelligenza e ricerca».
Un invito quindi, dell’azienda sanitaria e dei medici, a vaccinare i bambini «per evitare il ritorno di malattie e il rischio di epidemie».
Invito che l’Asl apuana estende anche alla campagna antimeningococco C in corso in tutta la Regione dopo i casi - alcuni mortali - che si sono presentati in Toscana negli ultimi mesi. Un appello lanciato anche da Stefania Saccardi, assessore regionale alla sanità
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