Il Tirreno

«Ora chiudete la ditta Costa»

di Gianluca Uberti
«Ora chiudete la ditta Costa»

Cartelli e slogan hanno accompagnato il faccia a faccia tra i cittadini di Albiano e il sindaco Silvia Magnani

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AULLA. “Basta Costa”. Era questo lo striscione più grande esposto ieri mattina di fronte al municipio di Aulla da una trentina di cittadini di Albiano Magra, soprattutto mamme che hanno i figli alle scuole elementari della più popolosa frazione aullese, che hanno portato nel palazzo comunale tutta l'esasperazione di una frazione che ha vissuto l'ennesimo incubo fatto di paura, fiamme e aria irrespirabile a seguito del secondo rogo in pochi anni alla ditta Costa, dove vengono lavorati rifiuti a pochi metri dalle case da ormai vent'anni.

“Albiano come la terra dei fuochi”; “Non vogliamo la luna, solo la chiusura di Costa = ambiente sano, aria pulita”; “Nuova meta turistica "CostaRipa": vi accoglieranno smog, puzza, rumori, spazzatura e abitanti felici”; “Cosa stanno respirando i nostri bambini?”; “Albiano vuole la chiusura immediata”: invece questi sono i cartelli che alcune mamme portavano appesi al collo.

Il tutto mentre l'ex consigliere comunale Walter Moretti, da anni sulle barricate contro l'Impresa Costa Mauro, arringava i concittadini “armato” di megafono, scandendo le seguenti parole: «Sono 20 anni che stiamo combattendo; sindaco non faccia il Barani e il Simoncini di turno, si assuma le sue responsabilità; la ditta Costa va chiusa immediatamente; abbiamo 300 bambini e qualcuno vuole dare fuoco ad Albiano; sindaco Magnani si assuma le sue responsabilità, non ci costringa ad azioni di forza».

Toni bellicosi e un messaggio chiaro, il messaggio con cui i cittadini si sono, poi, recati nella sala giunta del municipio per essere ricevuti dal sindaco di Aulla: abbiamo paura, la chiusura della ditta Costa è l'unica strada questa la richiesta diretta dei cittadini.

Nella sala giunta del municipio è stato subito scontro fra Silvia Magnani e Walter Moretti. «Sono nel palazzo comunale dalla mattina alla sera per ricevere chiunque e fornire tutte le informazioni del caso», ha detto il primo cittadino aullese.

«Non ci interessa essere presi in giro, è bruciato un capannone pieno di rifiuti» ha replicato l'ex consigliere comunale albianese.

Calmatesi solo in parte le acque, Silvia Magnani ha sottolineato le criticità dell’impianto di trattamento dei rifiuti della ditta Costa, sostenendo che l’azienda debba essere riconvertita per essere soltanto una piattaforma per la raccolta differenziata.

Magnani ha affermato di non avere problemi ad emettere un'ordinanza di chiusura, ma che occorrono dati certi per farlo.

Ma l'atmosfera è rimasta pesante perché le mamme pensavano ai propri bambini, una anziana signora all'orto che cura amorevolmente e del quale teme di non potere più mangiare i frutti, tutti alla qualità dell'aria e dell'acqua.

Nel frattempo, altra gente arrivava in sala giunta, portando il numero di persone che hanno partecipato alla protesta a sfiorare le 50 unità, mentre un altro momento di tensione si verificava fra Silvia Magnani e l'ex presidente della Croce Rossa di Albiano Magra, Roberto Cipriani, il quale diceva che “il sindaco non si fa mai vedere ad Albiano” e che “non si può sempre aspettare l'evento per, poi, metterci la pezza”. «E' la Provincia di Massa Carrara l'ente titolare nel rilasciare le autorizzazioni», replicava Silvia Magnani, la quale si impegnava a fornire ai cittadini le copie delle Conferenze dei servizi svoltesi in Provincia sulla ditta Costa e annunciava un incontro con la popolazione di Albiano in una delle prossime serate.

Infine, sempre ieri è arrivata la richiesta formale del capogruppo consiliare di minoranza di “Idee in Comune”, Matteo Lupi, al sindaco di riferire, durante il consiglio comunale di venerdì sera, in merito alla vicenda dell'incendio alla ditta Costa. «In particolare in merito ai potenziali pericoli per la popolazione, alla dinamica dell'evento, ai controlli ed alle misure di protezione civile attuati da codesta et altre autorià preposte, verifica delle autorizzazioni in atto, verifica agibilità impianto», dice Lupi - che chiede anche copia dell'attestato di conformità urbanistica ed agibilità dell'impianto comprensivo del certificato prevenzione incendi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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