Il Tirreno

Mariannina De Angeli non è più commercialista

Mariannina De Angeli non è più commercialista

L’Ordine: l’abbiamo cancellata dall’albo dei professionisti, non può esercitare Intanto domani l’udienza del gup sulle accuse di truffa e appropriazione indebita

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MASSA. Sospesa nel 2010; cancellata nel 2013: Mariannina De Angeli non è più “commercialista”. La professionista massese, accusata di truffa, appropriazione indebita e falso – in sostanza: di avere imbrogliato i suoi clienti tenendosi i soldi che le venivano affidati per pagare tributi e imposte – è stata cancellata dall’albo dei Dottori commercialisti in data 12 settembre2013 e da allora non è più legittimata, fin da tale data, a svolgere la professione di commercialista. Il provvedimento è stato adottato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della provincia che ha seguito - e sta seguendo - con attenzione le vicende giudiziarie che riguardano Mariannina De Angeli.

Per la donna, che a questo punto possiamo definire solo ragioniera (questo il suo titolo), è arrivato dunque un severo provvedimento da parte dell’Ordine professionale a cui apparteneva, mentre per quanto riguarda i provvedimenti a suo carico da parte della magistratura occorrerà attendere l’udienza di domani, davanti al Gup del tribunale di Massa che dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio della donna, del fratello Mauro De Angeli e del marito Fabio Bertolucci. I tre potrebbero chiedere il rito abbreviato o sperare in un proscioglimento da parte del giudice per le udienze preliminari.

Nel frattempo, la De Angeli resta fuori dall’ordine dei commercialisti. Che ne rivendica la cancellazione come esempio di attenta vigilanza e rigoroso controllo sullla onorabilità della categoria. «Vero che la De Angeli, al tempo in cui sono stati commessi i fatti che le vengono contestati dalla magistratura – spiega il dottor Mario Chiappuella a nome del consiglio dell’Ordine – operava legittimamente come commercialista esercitante la libera professione. Ma è altrettanto vero che l’Ordine professionale ha tempestivamente svolto la propria funzione di controllo sui propri iscritti e sul loro operato, così tutelando la fede pubblica». E tutelare la fede pubblica significa anche, prosegue Chiuappuella, che gli ordini professionali «operano per avere professionisti che svolgono la loro attività con elevati standard personali (specchiata onorabilità) e professionali (formazione continua). Non ci risulta che altre categorie (dipendenti pubblici, magistrati, insegnanti, politici) siano sottoposte a verifiche e controlli così serrati e,soprattutto, che ai controlli conseguano misure concrete per difendere la fede pubblica».

Il consiglio dell’ordine dei commercialisti chiede, dunque, che sul giornale non definiswca più la De Angeli come commercialista. «Sappiamo di non vivere in un mondo di santi – dice ancora Mario Chiappuella a nome del consiglio della categoria – , e che quindi anche fra di noi alcuni hanno comportamenti non specchiati, ma tale semplificazione giornalistica provoca disdoro nei confronti della nostra categoria, proprio nel momento in cui tutti i nostri sforzi sono tesi al rafforzamento ed al mantenimento dei principi disonestà, competenza e disponibilità, quali capisaldi dell’agire quotidiano di chi, come i Dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili, è chiamato a svolgere compiti sempre più difficili (non solo in ambito fiscale), ingenerando così confusione e sospetto nella pubblica opinione».

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