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L’Asmiu “ruba” lo stallo ai disabili
Polemiche su Facebook per un mezzo parcheggiato male. E l’azienda si scusa
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MASSA. Un mezzo dell'Asmiu parcheggia nel posto riservato ai portatori di handicap e su Facebook scoppia la polemica. È successo ieri: il mezzo era parcheggiato davanti all'istituto scolastico di Romagnano, nello stallo giallo; una cittadina lo vede, scatta una foto e la pubblica sul social network, accusando il conducente di aver parcheggiato lì per andare a prendere un caffè nel bar di fronte. E subito parte la carrellata di like e commenti al vetriolo indirizzati all'azienda municipalizzata. «Complimenti alla ditta, gran bella assunzione», scrive un utente. «Come vedete qui non si tratta di fare multe, ma solo si educazione civica. - scrive un'altra - Ci sono uomini che parcheggiano nei posti rosa». E ancora: «Uno che vuol fare il furbo - scrive una donna -si sveglia ogni mattina. Dovrebbe provare ad essere disabile. Questo è menefreghismo».
Perché alla fine la mancanza di senso civico fa sempre indignare, ma indigna di più quando di mezzo ci sono le istituzioni, come il politico di turno che parcheggia in divieto di sosta lasciando un bigliettino (gli esempi nel territorio si sprecano) o, appunto, un addetto di Asmiu che parcheggia nel posto dei disabili. E a intervenire nella polemica è lo stesso Federico Orlandi, amministratore unico della municipalizzata che, nello scusarsi per il comportamento del dipendente, accusa anche la segnaletica.
«Premetto – scrive l'amministratore unico - che come comportamento è la cosa più errata possibile, mi permetto comunque di fare due postille. Primo che la segnaletica verticale non è seguita dalla segnaletica orizzontale (ovvero strisce gialle e distanze per apertura mezzi) quindi anche gli uffici preposti dovrebbero essere più chiari. Secondo – continua - grazie alla foto parleremo con l'operatore e vedremo il da farsi. Una multa sarebbe stata più utile pure per noi, avremmo potuto contestargli l'accaduto. Infine quando accadono queste cose scrivete direttamente all'azienda e non postate così, solo per creare spam, su fb. C'è una legge sulla privacy e la violazione potrebbe portare ad eventuali denunce. Quindi ben vengano le segnalazioni ma non mettetevi nei guai, ci sono metodi utili e meno invasivi. Detto questo – conclude - richiameremo all'ordine il dipendente. Nel frattempo mi scuso da parte dell'azienda».
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