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In carcere per omicidio, il colpevole era un altro
Dominicano di 30 anni venne arrestato per un delitto commesso a Saragozza Per un errore di persona e una foto sbagliata finì in carcere: è stato scagionato
CARRARA. Era accusato di aver ucciso una persona durante una sparatoria a Saragozza in Spagna avvenuto nel gennaio di un anno fa. I carabinieri lo avevano fermato sul lungomare di Marina di Carrara nel luglio scorso. E portato in carcere.
Ma era stato uno sbaglio di persona: con quel delitto il dominicano trentenne Francisco Rodriguez Jimenez finto in manette, non c’entrava nulla. I suoi documenti, smarriti, smarriti quando ancora abitava in Spagna, erano stati falsificati. A scagionarlo una chat su Facebook presentata insieme alle memorie difensive dal suo avvocato, il legale carrarese Luca Lattanzi.
La stessa data e alla stessa ora della rapina finita con l’ omicidio il social ha dimostrato che il giovane si trovava in viale XX Settembre a Marina di Carrara. Lo ha attestato la localizzazione, con tanto di ora e data, impressa nella chat di Facebook. Nell’ora in cui a Saragozza la rapina per lo spaccio di cocaina finiva nel sangue il dominicano trentenne era a conversare, on line con alcuni amici. Una vicenda complessa terminata con la rimessa in libertà del trentenne.
I carabinieri della Compagnia di Carrara lo avevano fermato a bordo di un'auto, assieme a due connazionali, sul lungomare di Marina di Carrara.
L'uomo era colpito da un mandato di cattura europeo per i reati di omicidio volontario, rapina, produzione e vendita di sostanza stupefacente.
I fatti contestati erano stati tutti commessi in Spagna il 5 gennaio del 2015. In due si erano recati presso l'abitazione di. Ariel Carrasco Viola, dominicano, per l'acquisto di 500 grammi di cocaina. Ne era nata una colluttazione e Carrasco Viola era rimasto ucciso.
Francisco Rodriguez Jimenez era stato arrestato sei mesi dopo a Marina di Carrara a bordo di auto con due connazionali trasferito al carcere di Massa e poi estradato in Spagna prima nel carcere di Saragozza e poi, in un’altra casa circondariale.
Il suo legale, l’avvocato carrarese Luca Lattanzi, ha presentato nei giorni scorsi, a Saragozza, la memoria difensiva. E quella chat di Facebook con data e ora, che di fatto ha scagionato il domincano che è stato subito rimesso in libertà.
(a.v.)
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