Il presidio
Cassazione per le coltellate al Baraonda
MASSA. L’avvocato di Giacomo Pucci, Francesco Persiani, ha presentato il ricorso in Cassazione contro la sentenza di condanna in appello del suo assistito per l’accoltellamento avvenuto davanti all’e...
MASSA. L’avvocato di Giacomo Pucci, Francesco Persiani, ha presentato il ricorso in Cassazione contro la sentenza di condanna in appello del suo assistito per l’accoltellamento avvenuto davanti all’ex discoteca Baraonda. La data dell’udienza non è stata ancora fissata, però. La corte di appello di Genova aveva ridotto la condanna a Pucci, pur riconoscendo la gravità delle coltellate che, il 21 dicembre del 2013, il ventisettenne aveva sferrato contro Giacomo Menchini (fu un tentato omicidio, insomma), la pena da otto anni e quattro mesi era passata a sei anni e sei mesi con la concessione delle attenuanti generiche. Nelle motivazioni però Persiani ha trovato argomenti per chiedere il parere della Cassazione: il legale contesta il reato di tentato omicidio. Nel frattempo Pucci è stato messo ai domiciliari, con l'ausilio del braccialetto elettronico. Più volte la difesa aveva presentato istanza di scarcerazione per motivi di salute. Richiesta respinta, però, per i precedenti dell'imputato: Pucci aveva già accoltellato un'altra persona. I giudici dell'appello nonostante la riduzione della pena avevano preso per buone le conclusioni dei colleghi massesi, forti della perizia del medico legale Maurizio Ratti che in fase di istruttoria aveva classificato come mortali quelle coltellate, spiegando che soltanto la perizia del chirurgo aveva evitato il peggio. Come a maggio, quando in primo grado Pucci era stato condannato a 8 anni e quattro mesi, con il rito abbreviato, dal gup Alessandro Trinci. Il medico legale nella sua perizia consegnata al sostituto procuratore Rossella Soffio, titolare dell'inchiesta, era stato perentorio nello scrivere: «Bastava un ritardo di poche decine di minuti e ogni tentativo di salvarlo sarebbe stato inutile». Se i soccorsi non fossero stati così tempestivi, secondo Ratti, il ragazzo accoltellato al Baraonda sarebbe sicuramente morto dissanguato.
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