Il Tirreno

Rifondazione contro i tagli alle Prefetture

Rifondazione contro i tagli alle Prefetture

«Non è spending review, piuttosto una riduzione di spazi di democrazia e un rischio per i lavoratori»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Ormai il disegno è chiaro: a partire dalla soppressione delle elezioni provinciali e il conseguente svuotamento dei relativi organismi a cominciare dal consiglio e dal presidente, per proseguire con il bilancio di feroci tagli e vendite cui la Provincia è costretta. Questo disegno prosegue con la chiusura dei piccoli uffici postali, con l’accorpamento delle Asl, con la riduzione dei presidi sul territorio, uno svuotamento che vuole portare le istituzioni locali sempre più lontane dal cittadino».

Così Rifondazione Comunista, circolo Massa Centro, interviene in merito alla soppressione della Prefettura di Massa Carrara esprimendo la propria contrarietà: «Noi crediamo che prefettura, questura e vigili del fuoco debbano mantenere il loro presidio decisionale, rimanere nella Provincia, perché è qui che si conoscono e si vivono le situazioni. La Prefettura, ad esempio, è preposta a gestire l’accoglienza ai richiedenti asilo e più in generale ai migranti. Un ruolo importante da portare avanti con la collaborazione dei cittadini e non da gestire dall’alto. Temiamo che allontanare ancora di più la figura istituzionale preposta a questo settore non aiuterebbe il già difficile compito delle associazioni e dei volontari che oggi si impegnano in questo settore». La spending review secondo Rifondazione comunista è solo una «riduzione degli spazi di democrazia e dei servizi essenziali, pronti per essere affidati al privato». Il partito esprime poi solidarietà ai lavoratori: «Non vorremmo trovarci di nuovo di fronte a una crisi occupazionale come quella dei dipendenti della Provincia che ancora oggi non hanno sicurezze sul proprio futuro». E conclude con una critica al governo: «Appare quindi paradossale, se non addirittura frutto di malafede, la posizione di chi si trova al governo nazionale, con il proprio segretario, e che oggi sui territori piange lacrime di coccodrillo, oggi per le Prefetture, domani per chissà cos’altro. Riteniamo pertanto insostenibile un declassamento istituzionale della nostra Provincia, sacrificata sull’altare dell’austerità e invitiamo gli enti locali e i nostri rappresentanti a prendere posizione netta contro ogni passo del governo che sottragga ai nostri concittadini servizi, democrazia e diritti per fare posto ai sacrifici e all’austerità».

(m.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera