Il Tirreno

«Il nuovo porto ridurrà l’erosione»

di Melania Carnevali
«Il nuovo porto ridurrà l’erosione»

Messineo (Authority): l’obiettivo non è solo è l’ampliamento dello scalo ma anche la messa in sicurezza del territorio

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MARINA DI CARRARA. «È sbagliato attaccarsi ai numeri del commerciale perché l'intenzione di questo progetto non è quello di ampliare il porto, ma quello di mitigare proprio l'erosione della costa». A parlare è il presidente della Porto Authority marinella, Francesco Messineo, in occasione dell'incontro che si è tenuto sabato pomeriggio all'hotel Undulna al Cinquale organizzato dall'associazione i Paladini apuoversiliesi, attiva dal 1999 per la tutela ambientale e la valorizzazione culturale del territorio.

Un incontro voluto per confrontare le varie posizioni relative al piano regolatore portuale che prevede la realizzazione del porticciolo turistico tra la foce del Lavello e del Carrione, l'ampliamento dello scalo commerciale con il raddoppio del piazzale Città di Massa e il Waterfront.

L'associazione, preoccupata per l'erosione, metteva sulla bilancia la questione economica, di quello che si potrebbe perdere con la realizzazione dell'intero piano. Ma dal presidente dell'autority arrivano secche le smentite.

«Alla base dei nostri progetti c'è la messa in sicurezza del territorio, quello quindi di mitigare gli effetti negativi del porto così come realizzato. Se fosse stato fatto veramente per ampliare il porto, sarebbe ben diverso. Il nostro obiettivo invece è quello di ridurre l'erosione da ponente a levante».

Il primo intervento a partire – assicura Messineo -«sarà infatti il dragaggio della sabbia verso Viareggio. L'opzione zero – continua – significa altra erosione e non la fine di questo fenomeno. Figuratevi – continua – se fossimo così insensati da fare progetti nocivi per il territorio, progetti che possano danneggiare il turismo». I Paladini continua a chiedere tuttavia«un ripensamento completo» sul progetto di ampliamento del porto.

«Quello che noi chiediamo – spiega infatti la presidentessa dell'associazione, Orietta Colacicco - è un approccio in termini di sostenibilità: è necessario parametrare e confrontare dati e numeri. Quanto vale l’economia di tutto il comprensorio apuoversiliese, che può essere fortemente danneggiata da un’accelerazione dell’erosione, potenzialmente sviluppabile dall’ampliamento del porto di Carrara, e quanto può produrre il porto dopo l’ampliamento».

«Se secondo Paolo Corchia, presidente di Federalberghi Toscana e vicepresidente di Confturismo -continua - nonché consigliere dei Paladini sin dalla nascita dell’associazione nel 1999, si potrebbe mettere a rischio un territorio che solo per la parte ricettiva (356 alberghi in Versilia e 100 fra Massa e Carrara, oltre ai bed and breakfast e alla ville in affitto) vale due miliardi all’anno, che occupa migliaia e migliaia di persone, bisogna anche pensare proprio a quanto già si è già perso con l’avanzare dell’erosione a Marina di Massa, Ronchi e Poveromo. Oltretutto – continua - è in gioco tutto il patrimonio immobiliare dei residenti e delle centinaia e migliaia di non residenti che qui hanno investito, perché se l’erosione avanza e sparisce la spiaggia si perderebbe proprio il senso dell’offerta di questo tipo di vacanza balneare: turismo familiare, radicato da decenni, adatto ai bambini proprio per i fondali bassi, quegli stessi fondali che proprio producono problema al porto».

Umberto Donati, vicepresidente dei Paladini ha ricordato durante l'incontro che in occasione del forum del mare e delle coste tenutosi a Forte dei Marmi sabato mattina, Fabrizio Morelli segretario dell’autorità portuale regionale ha sottolineato che«non si costruiscono porti in costa bassa» .

«Quindi – continua Colacicco - secondo i Paladini il porto è un non senso, proprio come diceva la relazione Lizzoli del 1870 che raccomandava di non costruire il porto i Carrara perché innaturale, in quanto avrebbe prodotto un’erosione di 52 passi all’anno. Certo il professor Mauro Rosi ha spiegato all’assemblea che l’erosione è un fenomeno naturale, che dipende dall’andamento della portata dei sedimenti da parte dei fiumi, Magra, Arno e in un qualche modo Serchio, che è un andamento che andrebbe regolato in termini di ripascimento, in quanto osservando tutto il litorale da Bocca di Magra a Viareggio e oltre, si nota che da una parte ci sono zone fortemente erose, vedi appunto al riviera apuana e dall’altra zone, come intorno al pontile di Tonfano dove la spiaggia si è troppo allungata, tale per cui è addirittura faticoso raggiungere la riva. Ma, come ha ricordato Anna Schiaffino dei Paladini– continua - ha sottolineato che il porto di Carrara ha accelerato l’erosione e il professor Rosi ha confermato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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