Il presidio
«Cava Fornace, il responsabile è Buffoni»
Cinque Stelle all’attacco: ora è disponibile ad un consiglio straordinario, ma la discarica l’ha voluta lui
MONTIGNOSO. Si torna a parlare di Cava Fornace durante l’ultimo consiglio comunale di Montignoso, alla luce della sentenza del Tar Toscana, che ha respinto il ricorso di Programma Ambiente Apuane, presentato contro il provvedimento della prefettura di Massa Carrara, che nel dicembre 2014 aveva revocato alla società il certificato antimafia.
«La politica montignosina - commenta il Movimento 5 Stelle - si scopre solo oggi preoccupata di tale situazione, dimenticando come negli anni precedenti ci abbia presentato questa società come seria, affidabile e solvibile. Sia la giunta Binaglia - continuano i 5 Stelle- sia quella di Buffoni, sono state blande sui continui ritardi nel pagamento delle royalties, arrivando oltre al rateizzo stabilito nel 2013, anche ad un sostanzioso sconto di circa 80.000 euro annui, formalizzato con una nuova convenzione. Anche la commissione di controllo su Cava Fornace, presieduta da Franco Quiriconi, consigliere di Forza Italia, ha mostrato tutti i suoi limiti e solo la presenza del consigliere penta stellato Lenzetti ha permesso alcune azioni concrete e domande di verifica rivolte a Prefettura, Arpat e Provincia».
Le polemiche sull’argomento non sono mai cessate: «È stata fatta richiesta di un consiglio comunale straordinario sulla vicenda - ricordano i 5 Stelle - e il sindaco Narciso Buffoni si è mostrato disponibile, ma noi non dimentichiamo che proprio lui è il responsabile politico della riclassificazione di Cava Fornace, in quanto assessore all’ambiente della Provincia, quando furono ristabiliti i codici e attuale presidente dell’ente adesso che nessuno fa nulla per fermare lo scempio in atto.
(m.da)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
