Il presidio
Sei nel privato ma devi pagare il suolo pubblico
Chi lavora nei condomìni contesta l’obbligo di versare la Cosap
MASSA. Giovanna Andreazzoli è la contitolare del negozio “Casa Mia”, Isola Quieti è titolare di “Elisir Cafè” e da 11 anni è dietro il banco.
Sono loro a raccontare una tipica storia all’italiana in cui il succo è che il cittadino si sente incastrato. Perché - per sintetizzare - la galleria Da Vinci in cui lavorano è privata, parte integrante del condominio che la sovrasta, ma il suolo, quello è pubblico quindi se metti fuori anche un solo tavolino devi pagare la Cosap (il canone di occupazione del suolo pubblico, appunto), imposta dal Comune.
«Sembra strano - esordisce Isola - ma è così. Quando ho aperto - ricostruisce la vicenda - nessuno mi ha mai chiesto di pagare per i tavoli all’esterno del locale, comunque interni all’area della galleria. Ma con l’attuale amministrazione le cose sono cambiate: ho ricevuto un controllo dei vigili che hanno misurato spazi e ingombri e mi sono ritrovata una bella multa. 800 euro in totale tra sanzione inviata da Master, quella dei vigili, quella per la spazzatura prodotta all’esterno e non pagata». Alla titolare del bar pare impensabile: «Il condominio è privato, qui di investimenti da parte del Comune non ne ho mai visti e non se ne vedono, di eventi non ne fanno, ma mi si chiede di pagare il suolo pubblico. Mi sembra un’assurdità. Ho fatto ricorso, il Comune - ammette - ha avuto ragione ai sensi di un decreto. Non contesto la legge, ma l’opportunità di applicarla. Mi sono comunque messa in regola, ho versato i soldi delle multe, non voglio avere a che fare con le cartelle esattoriali, ma non nascondo la rabbia. Sono tentata di non pagare più. Se l’amministrazione mi chiede i soldi, faccia qualcosa e non si appelli al fatto che questo spazio è proprietà privata».
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