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Non paga tasse dei clienti commercialista dal gup
Mariannina De Angeli rischia il processo: l’udienza è stata fissata l’8 ottobre Nei guai finiscono anche il marito e il fratello della professionista
MASSA. L’udienza dal gup è stata fissata per giovedì 8 ottobre. In questi giorni però i legali di Mariannina De Angeli, Mauro De Angeli e Fabio Bertolucci stanno decidendo se optare per un rito abbreviato, e quindi ottenere lo sconto di un terzo della pena dal giudice, oppure tentare di strappare il prosciogliemento dei loro assistiti. Il caso è quello della commercialista Mariannina De Angeli, arrestata dagli uomini della guardia di finanza a ottobre 2013 con l'accusa di truffa, appropriazione indebita e falso. Alla donna erano stati concessi gli arresti domiciliari in un’abitazione di Capezzano Pianore.
Secondo l’accusa, la professionista - e per alcune contestazioni in accordo con il fratello Mauro e il marito Bertolucci - si sarebbe intascata cospicue somme di denaro che i clienti le affidavano per il pagamento di cartelle esattoriali e imposte varie. In sostanza: i clienti, anche in virtù del rapporto di fiducia instaurato con la consulente davano (è la tesi degli inquirenti) alla De Angeli l'incarico di fare pagamenti per loro conto. Lei mostrava copie contraffatte di moduli F24 e F23 che attestavano l'avvenuto versamento delle cifre richieste dal fisco, mentre in realtà i soldi restavano nelle sue tasche. Quasi un centinaio le persone che si ritengono truffate a vario titolo della donna e che hanno sporto denuncia (le parti civili che si sono costituite però sono 31), chi sostenendo di avere "perso" 50mila euro, chi 20mila, chi somme più basse. Contro di lei si formò anche un comitato di "vittime", secondo il quale il totale dei soldi "spariti" sarebbe di oltre 2 milioni. La procura, però, le contesta l'appropriazione indebita soltanto di 132mila euro.
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Oltre al reato di truffa, alla De Angeli vengono contestati dei falsi in scrittura privata e l’appropriazione indebita. Ma ci sono anche dei casi di fogli in bianco fatti firmare dalla professionista ai clienti per accelerare i tempi. Il fratello di Mariannina, Mauro, è stato indagato in quanto collaboratore dello studio della sorella. Stesso discorso per il marito della donna, che collaborava con la moglie.
Svariati gli assegni, che i tre avevano in consegna dalle persone che si fidavano del loro studio, che sono finiti nei conti correnti personali invece che allo stato (erano imposte da pagare). Le somme non sono mai altissime, al massimo duemila euro, ma il flusso era praticamente ininterrotto. Sono centinaia i versamenti fantasma scoperti dai clienti della professionista quando l’erario è andato a battere cassa nei confronti di quelli che considerava evasori.
Giovedì prossimo si capirà di più sulla strategia delle difese, certo un rito abbreviato accelera i tempi, ma è anche vero che non soddisfa buona parte dei truffati. Il problema, però, è il rischio prescrizione. Ancora lontana, ma con tre gradi di giudizio tutti da fare.
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