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Castagnola, proteste e tensione «Non abbattete le nostre case»
Contestata la previsione del regolamento urbanistico per nuova viabilità e parcheggi demolendo alcune abitazioni. Confronto duro con i progettisti all’assemblea convocata dal Pd
MASSA. Non sono mancati i momenti di tensione, le urla ed anche gli insulti ai politici presenti (“Siete dei bugiardi, non vi voteremo mai più”, “Guai se provate a buttare giù le nostre abitazioni”) venerdì sera all'incontro organizzato dal Partito Democratico con i cittadini, presso il Circolo Alceste Balloni, per spiegare cosa il Regolamento Urbanistico prevede per la zona di Castagnola, ovvero la “Destra del Frigido”. La preoccupazione di alcuni residenti è quella di vedere demolire la propria casa o espropriato il terreno di proprietà, per la costruzione di nuove strade o aree verdi. Ma sia i consiglieri comunali, gli assessori e i tecnici del Comune hanno immediatamente cercato di rassicurare gli abitanti: «Nessuna casa sarà abbattuta senza l'autorizzazione dei proprietari, - afferma l' architetto Franco Lorenzani, coordinatore del gruppo di progettazione del R.U-, non vogliano buttare giù nulla senza il vostro permesso, potete stare tranquilli. Il Regolamento Urbanistico è uno strumento pensato per il bene della collettività e per migliorare la città, con la creazione di nuove strade per snellire il traffico dall'Aurelia, parcheggi e parchi al servizio di tutti. Dal progetto, che però non è stato ancora approvato, è vero che ci sono delle strutture private che rischiano di essere demolite, ma solo se il proprietario è d'accordo e in quel caso verrà risarcito economicamente, con la possibilità, anche di avere una nuova casa».
Il Regolamento Urbanistico, è bene ricordarlo, è stato adottato il 24 luglio scorso, sarà pubblicato all'albo pretorio entro fine ottobre (la data precisa verrà poi resa nota), e approvato dopo sessanta giorni dalla pubblicazione, dal consiglio comunale. Ed è proprio in questo lasso di tempo, ovvero sessanta giorni, che tutti i cittadini possono recarsi in Comune e fare le proprie osservazioni, parlare con i tecnici per capire veramente come potrebbe cambiare il proprio quartiere e mettere nero su bianco tutte le modifiche che vogliono apportare al regolamento per non subire dei danni. «Non adottare - ha detto Domenico Ceccotti,presidente del Consiglio Comunale - questo piano, che ripeto non è assolutamente definitivo e quindi noi siamo disposti a cambiare le carte in base alle richieste degli abitanti, significava paralizzare tutta la città ed il mondo del lavoro che ruota intorno all'edilizia. Ma non solo,- continua Ceccotti -, il Regolamento è l'unico strumento, che è bene ricordarlo Massa aspetta da 35 anni, che permette di creare nuovi servizi e rilanciareo il territorio. Abbiamo dovuto prima adottarlo noi in municipio, perché altrimenti si rischiava di perdere altro tempo e solo adesso, siamo in grado di aprire una discussione aperta con i cittadini». Ma le assicurazioni che i politici della maggioranza e i tecnici hanno dato, non sono bastate per calmare gli animi e le paure dei residenti che annunciano battaglia: «Io ho lavorato in Comune a Massa negli uffici della segreteria generale per 39 anni, - sostiene Roberto Lazzini -, e non mi fido dei politici e dei tecnici, perché li conosco bene. Dicono che a Castagnola ci sono delle zone a rischio idraulico e poi vogliono costruirci? Qualcuno vuole guadagnarci a discapito del bene pubblico? Io mi batterò fino alla fine per far cambiare questo Regolamento». E della stessa opinione è anche Fiorella Lazzarotti, che rischia che la sua casa venga buttata giù per permettere la realizzazione di una strada, tra via Caldera e via Castagnola di sotto: «Voglio che mi venga scritto e poi anche firmato dal Comune che la mia abitazione non sarà toccata. Io non permetterò a nessuno di distruggere quello che mi sono costruita in una vita di lavoro». Nell' Utoe3, che interessa la riorganizzazione non solo di Castagnola, ma anche di Romagnano Mirteto fino in Candia e ai confini con Carrara, il regolamento urbanistico prevede 18mila metri cubi di nuova edificazione.
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