Dodici in ostaggio in una banca a Carrara
Tre banditi, taglierini alla mano, hanno rapinato il Banco di San Giorgio
CARRARA. Sono entrati in tre, con i taglierini in mano. Modi gentili, ma decisi: hanno chiuso dodici persone in un ufficio e hanno svuotato la cassa della Banca regionale europea, ex Banco San Giorgio, di viale Galilei. Un colpo da diverse decine di migliaia di euro. Poi sono scappati insieme al quarto uomo che davanti all’ingresso della filiale faceva il palo. Il quartetto è salito su un’auto parcheggiata dietro l’istituto di credito, una vettura lasciata lontano da possibili testimoni. E la banda è svanita nel nulla lasciando sgomenti gli ostaggi (tre dipendenti e nove clienti). Tra loro una donna in forte stato di choc, tanto da chiedere un supporto medico per superare la crisi quando tutto era finito.
Il colpo è durato una cinquantina di minuti, perché i rapinatori si sono presi tutto il tempo che volevano. Per questo gli ostaggi alla fine erano una dozzina: mentre minacciavano i cassieri col taglierino sequestravano chi entrava in banca di volta in volta. Un signore che doveva fare un versamento e aveva lasciato il figlio adolescente in macchina con il cane è stato costretto a chiamare il ragazzo per dirgli di raggiungerlo. Il sedicenne quando si è visto le lame puntate si è spaventato, ma è stato rassicurato da uno dei tre malviventi che con accento fortemente campano gli ha detto di non preoccuparsi. I banditi sono stati attenti ai dettagli, cercando di non far saltare i nervi a chi si trovava nella filiale. A un anziano che voleva depositare la pensione hanno lasciato tutti i soldi («tienili tu, noi vogliamo quelli della banca»), a una signora hanno permesso di sedersi un po’ più in là perché stava per avere una crisi di pianto. Hanno mostrato fermezza soltanto quando si è trattato di rinchiudere tutti in uno stanzino. Hanno spinto le persone, ma prima si sono fatti consegnare i telefonini per impedirgli di dare l’allarme troppo presto. Poi una volta girata la chiave hanno spezzato la maniglia un attimo prima di darsela a gambe con i sacchi pieni di banconote.
Tutto come un film poliziesco anni Settanta, ma meno violento. Mentre la banda saliva in macchina e metteva in moto gli ostaggi tentavano di buttare giù la porta a spallate. Ci hanno messo una decina di minuti, ma alla fine ci sono riusciti e una volta liberi hanno chiamato il 113. Il tempo però è bastato ai rapinatori per far perdere le loro tracce.
Clienti e dipendenti dell’ex Banco San Giorgio sono stati sentiti come testimoni da polizia e carabinieri. Hanno descritto i tre malviventi che li hanno segregati nello sgabuzzino. Sono giovani, parlano con accento napoletano (vero o artefatto si capirà soltanto più avanti) e hanno corporature differenti: uno è piccolo, uno è robusto e il terzo è grassottello. Alcuni clienti hanno detto alle forze dell’ordine di poterli riconoscere dalle fotografie e già stamani andranno in caserma per dare una svolta all’indagine. Intanto sono stati istituiti posti di blocco un po’ ovunque. (
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