Il Tirreno

Il Salvetti verrà trasferito

di Claudio Figaia
Il Salvetti verrà trasferito

I 380 alunni dell’istituto andranno in via delle Carre, accanto al Barsanti

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MASSA. «No, confermo, nessun allarme, nessuna crepa, niente che lasciasse presagire il distacco». Andrea Bernabè, collaboratore del dirigente (leggi: vicepreside) dell’istituto Salvetti, ripete quello che dicono i tecnici della Provincia e i vigili del fuoco dopo il primo sopralluogo nell’aula in cui è crollato l’intonaco. «I vigili del fuoco – spiega ancora – hanno subito ispezionato il piano superiore, in corrispondenza del distacco c’è un laboratorio non utilizzato. Non sono state trovate infiltrazioni, tracce di umidità o cose del genere. Non sono un tecnico nè un ingegnere, ma per noi è stato un evento del tutto inaspettato».

Il professor Bernabè non ha perso la calma nei momenti concitati del cedimento. Assieme a colleghi e bidelli ha subito soccorso la ragazza colpita alla testa portandola nel suol ufficio e chiamando il 118; ha fatto “sfollare” gli studenti trasferendoli in un’aula laboratorio libera, ha gestito l’emergenza, grazie anche alla collaborazione di tutti, senza troppi affanni. La sua parte, insomma, l’ha fatta, ma una spiegazione dell’evento non se la sa dare.

Le stesse argomentazioni, del resto, le raccogliamo in Provincia: l’episodio è stato limitato, a staccarsi dal soffitto è stata solo una porzione ridotta dell’intonaco vicino a uno degli angoli dell’aula; sono precipitati calcinacci con qualche pezzo di massetto attaccato; i tecnici non hanno rintracciato “segni premonitori” che lasciassero prevede quanto accaduto.

Eppure, è accaduto: un pezzo di soffitto è rovinato sulla testa di una ragazzina, che è finita all’ospedale. Il crollo dell’intonaco all’istituto Salvetti di via XXVII Aprile è un episodio che suona, perlomeno, come campanello d’allarme, o meglio: come conferma che le scuole cittadine non sono sicure, che hanno problemi di “vecchiaia”, di manutenzione, di ristrutturazione. «Un problema nostro, come di tantissime scuole d’Italia», allarga le braccia Narciso Buffoni, presidente della Provincia di Massa Carrara e, in qualità di “proprietario” dell’edificio (il Salvetti fa parte del patrimonio immobiliare della Provincia), è teoricamente il primo responsabile dell’accaduto.

Occorre dunque trovare, con urgenza, soluzioni, alternative: ristrutturare, fare manutenzione straordinaria, trovare altre sedi. Per il Salvetti, una soluzione è già all’orizzonte: il trasferimento nello stabile in via Delle Carre, a fianco del Barsanti – che fa parte del polo di istruzione tecnica e professionale assieme a Einaudi, Fiorillo e lo stesso Salvetti.

Da tempo insegnanti e dirigenti dirigenti del “polo” indicano quell’edificio come “soluzione”. «Il Salvetti, unico istituto che forma tecnici per il turismo in provincia – spiega il dirigente scolastico Giorgio Segnan – è in crescita, abbiamo più di 380 iscritti. E qui stiamo scomodi. Non solo per problemi come questo della caduta dell’intonaco, ma anche perchè non c’è la palestra, siamo “in condominio” con Master, non abbiamo spazi adeguati».

Adesso, dopo l’episodio del crollo, la prospettiva del trasferimento si fa più vicina. Anche se c’è un problema non da poco da risolvere: la struttura è per buona parte occupata da uffici dell’amministrazione provinciale (che è proprietaria dell’immobile): il centro per l’impiego e altri settori.

Narciso Buffoni, presidente della Provincia di Massa Carrara, conta però di farcela, entro pochi mesi: «Quanto accaduto mi induce ad accelerare un progetto che già avevo in mente, quello di Salvetti vicino al Barsanti, in via Delle Carre. Puntiamo a fare sì che al rientro delle vacanze di Natale e Befana, i ragazzi abbiano la nuova sede pronta. Già lunedì ci sarà un incontro con la dirigenza scolastica e con i tecnici di Palazzo Ducale per fare partire l’operazione».

Intanto, nella palazzina dell’istituto Salvetti, continuano i controlli. Subito dopo il cedimento, i vigili del fuoco hanno “picchettato” tutto il soffitto dell’aula, per verificare altri punti a rischio cedimento. Il ritultato è stato che la “scena del crimine” è diventato molto più drammatica con metà intonaco staccato e il pavimento coperto di calcinacci e polvere. Il monitoraggio è proseguito (e proseguirà anche oggi) a cura della Provincia nel resto dell’edificio: saranno controllate tutte le aule, i laboratori, gli uffici per capire se ci sono altri punti a rischio crollo e intervenire. Intanto, la scuola resta aperta: nessuna interruzione delle lezioni, orari regolari e stamani tutti in classe. Tranne che nell’aula I A, che rimane precauzionalmente chiusa.

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