Il presidio
Caso Croce Verde, Iardella ora replica
L’ex presidente al sindacalista Salvadori: «Ha poca memoria per fortuna ci sono i documenti»
CARRARA. «Situazioni delicate e complesse come quelle che hanno portato alla chiusura della Svs Croce Verde Fossola richiederebbero un diverso approccio oltre alla necessaria dose di memoria da parte di quanti vogliono esprimersi nel merito soprattutto quando rappresentano i lavoratori che sono gli unici ad essere colpiti da questa vicenda» parola di Marco Iardella, ex presidente dell’associazione, che replica alle accuse lanciate da Claudio Salvadori, in un botta e risposta a distanza che prosegue ormai dal 23 settembre, giorno dell’annuncio della liquidazione della Croce Verde. Il sindacalista aveva già criticato la gestione dell’associazione: una prima risposta era arrivata dal sindaco Angelo Zubbani, oggi è la volta dell’ex presidente di Croce Verde. «Salvadori afferma che mai avrebbe rifiutato di sottoscrivere un contratto di solidarietà che avrebbe permesso a dodici dipendenti (della Croce Verde di percepire uno stipendio mensile netto di mille euro – riferisce Iardella, aggiungendo che però - purtroppo per lui i documenti sono incontestabili e, oltretutto, portano la sua firma». L’ex presidente di Croce Verde cita il verbale dell’incontro del 16 ottobre di un anno fa durante il quale, secondo Iardella, i rappresentanti di Uil «hanno rifiutato ufficialmente, un accordo di solidarietà difensiva previsto dall’attuale legislazione». Secondo Iardella, oggi, il sindacalista, «pare avere rimosso non solo l’evento ma anche le sue responsabilità» con un comportamento che l’ex presidente di Croce Verde definisce «inaccettabile» perché mirato a «speculare sulle pelle dei lavoratori dimenticando i propri ruoli». Rispetto alle proprie responsabilità, invece, Marco Iardella ricorda che il suo «mandato di presidente è iniziato nel dicembre 2011 ed ho ereditato una situazione già fortemente compromessa sia nei confronti dei creditori sia per una pesante esposizione nei confronti di Equitalia». Secondo Iardella «i numeri e i bilanci dimostrano con chiarezza che il debito accumulato e da noi ereditato veniva a compromettere anche la gestione ordinaria che senza questo carico avrebbe consentito la prosecuzione dell’attività». Insomma lascia intendere Iardella, senza il fardello lasciato dalle precedenti gestioni, Croce Verde avrebbe potuto proseguire la sua attività: per accertarlo, conclude l’ex presidente, è sufficiente consultare i bilanci dell’associazione che sono pubblici e verificabili presso la Camera di Commercio.
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