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Il PASTICCIO

Via le placchette scandalo da piazza Aranci

Via le placchette scandalo da piazza Aranci

Massa, piantate e rimosse nel giro di 24 ore le placchette di ottone che dovevano delimitare i banchi del mercato

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MASSA. Piantate e rimosse nel giro di 24 ore le placchette di ottone che dovevano delimitare i banchi del mercato in piazza Aranci. Giusto il tempo di scatenare una bufera sui social network e sui media locali e di accendere una piccola ma accesa crisi politico-amministrativa a palazzo civico.

«Subito dopo avere avuto notizia della posa in opera di quelle placchette, abbiamo disposto la interruzione dei lavori e, poi, la rimozione degli ottoni piantati sul pavimento», dice il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Uilian Berti. Dunque, caso chiuso: le placchette scompaiono – ieri nel pomeriggio la ditta incaricata le ha rimosse. Le postazioni dei banchi del mercato (che dal 13 ottobre torneranno in piazza Aranci dopo 3 anni di “esilio” in viale Roma) saranno delimitate con una vernice di un colore simile a quello della pavimentazione. Delle contestate placchette restano ora solo i fori delle viti che le fissavano al suolo. Ma resta, anche la sensazione che “a monte” di questo caso ci sia stato un pasticcio amministrativo non piccolo.

Ieri mattina, quando la bufera degli ottoni era in pieno furore – a leggere alcuni post su Facebook pareva che avessero sfregiato la Pietà – l’assessore al Commercio Gabriele Carioli, dirigenti e funzionari del Comune sono andati in missione alla Sovrintendenza di Lucca per capire meglio cosa fare. La risposta dei funzionari dei Beni architettonici è stata chiara: via quei segnaposti che alterano il disegno della piazza. Non sono autorizzati. Se proprio volete delimitare i posteggi dei banchi, fatelo con una vernice spray di un colore tono su tono, il più possibile simile a quello della “piastronata”: una soluzione di ridotto impatto visivo e rimovibile.

E così l’amministrazione ha fatto (o meglio farà nei prossimi giorni). Una retromarcia totale. Con strascichi a palazzo civico. Perchè, aldilà della rapidità con cui il caso è stato risolto, c’è da capire come sia accaduto che si sia iniziato a piantare le borchie in metallo nella piazza «senza autorizzazione», come rimarca il vicesindaco Berti. Cioè senza che il sindaco e la sua giunta lo sapessero. Così nel primissimo pomeriggio c’è stata un’infuocata riunione di giunta alla presenza del segretario generale per ricostruire la catena di procedure che ha portato alla installazione, siappure parziale e “in forma sperimentale” delle placchette. Al termine, è il vicesindaco Berti a Parlare nascondendo irritazione e imbarazzo. «È evidente che c’è stato un errore nella comunicazione, nelle prescrizioni a cui la ditta doveva attenersi. Abbiamo rimediato, siamo corsi ai ripari; però dobbiamo anche capire come sia potuto succedere», ammette. Per poi aggiungere:: «È chiaro che i costi di questa avventata operazione non saranno a caricoi dell’amministrazione: ne risponderanno, in base a quanto verificheremo, o la ditta o i funzionari che si sono lanciati in questa estemporanea iniziativa senza informare l’amministrazione». Quanto sia costata, il Comune non è in grado di stabilirlo: l’affidamento alla ditta di segnaletica stradale comprendeva anche la delimitazione di vari altri parcheggi nella Ztl. È chiaro però che l’acquisto di 300 placchette di ottone qualcosa sarà costato.

Ma c’è anche dell’altro. Il vicesindaco Uilian Berti, una volta fatto il mea culpa e averci messo ancora una volta la faccia, contrattacca. «Quel che stupisce, in questa vicenda – dice – è vedere sui social network Martina Nardi, deputata del Pd (e dunque dello stesso partito del sindaco e della giunta) del nostro territorio che si è preoccupata di mettere subito in difficoltà l’amministrazione. Sensibilità e correttezza istituzionale avrebbero voluto, almeno, che la deputata avesse prima contattato il sindaco per manifestare le sue preoccupazioni, peraltro condivise da questa amministrazione, sull’utilizzo della piazza Aranci». Auspico conclude affondando Berti, «che la parlamentare della nostra città metta la stessa solerzia e lo stesso impegno nell’affrontare altri problemi del territorio, magari un po’ più rilevanti. Come l’accordo di programma per il rilancio dell’economia di Massa e Carrara o come i finanziamenti per gli interventi contro il dissesto idrogeologico. Ecco, magari se ci aiutasse a trovare qualche risorsa in più su questo fronte, le saremmo tutti grati...».

 

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