Il Tirreno

L’iniziativa

Migranti, Bugliani a Marina

Migranti, Bugliani a Marina

Incontro al Sacro Cuore con Momar, testimonial dell’integrazione

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MASSA. Quando l’integrazione fra culture diverse diventa una ricchezza per tutta la comunità. “La cosa giusta”, iniziativa realizzata dal gruppo consigliare del Partito Democratico regionale in tutte le provincie della Toscana, ha voluto mettere in risalto un messaggio chiaro ed efficiente per tutta la società: la diversità non deve far paura, perché se correttamente gestista tramite l’accoglienza e un percorso d’integrazione, può diventare una risorsa al servizio di tutti. Per questo motivo, nei giorni scorsi, anche il consigliere regionale del Pd Giacomo Bugliani, si è recato presso “Casa Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesu’”a Marina di Massa, per ascoltare la storia di Momar, di origine senegalese, arrivato in Italia (al Cinquale) nel lontano 1996.

«Sono soddisfatto di poter testimoniare e far conoscere a tutta la cittadinanza, - afferma Giacomo Bugliani -, la storia di Momar, perché è una bellissima rappresentazione di come il sistema accoglienza ed integrazione abbia funzionato. Momar infatti è venuto in Italia con la speranza di avere una vita migliore e con la voglia di potersi creare una stabilità lavorativa, che nel suo paese non avrebbe potuto ottenere. Lui si è impegnato molto, è stato sostenuto dagli operatori dell’associazione Migrantes e dagli amici che lo hanno aiutato ad imparare la lingua e la nostra cultura in generale. Adesso è lui ad aiutare noi nella mediazione con i migranti che arrivano in provincia».

Sicuramente riuscire a gestire i migliaia di migranti arrivati in Italia nell’ultimo periodo non è semplice, per questo motivo è fondamentale, per riuscire a garantire un futuro dignitoso alle persone che lasciano il proprio paese per cercare la pace e, allo stesso tempo non creare delle disuguaglianze sociali tra chi deve essere accolto e chi invece vive già nella propria patria una situazione precaria, un percorso d’integrazione ben strutturato. «Io devo molto all’Italia, - conclude Momar -, sono ormai quasi vent’anni che vivo a Massa. All’inizio non è stato facile, avevo solo mio fratello come punto di riferimento. I primi anni per mantenermi facevo l’ambulante sul mare. Ma il mio sogno era quello di crearmi una professione, di studiare e di trovarmi un lavoro. Fortunatamente, nel mio percorso, ho trovato delle brave persone nei centri di volontariato che mi hanno indirizzato presso delle strutture che mi hanno permesso di studiare e di prendere parte a dei corsi di mediazione linguistica. Ho così potuto imparare l’italiano e successivamente ho superato delle selezioni, che mi hanno poi dato la possibilità di lavorare anche per il comune nell’ufficio stranieri». Adesso Momar, da oltre due anni, porta avanti grazie a dei progetti messi in atto con l’ amministrazione comunale, dei laboratori interculturali nelle scuole, per insegnare ai bambini che ciò che è diverso può aiutare tutti a crescere e ad arricchirsi reciprocamente.

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