Il Tirreno

La lettera: ecco le ragioni della società

Da Ilaria Ricci, presidente della società Ricci Ugo & Sergio Srl riceviamo e pubblichiamo questa lettera sulla vicenda della cava Venedretta C. « In qualità di Presidente della società RICCI UGO...

2 MINUTI DI LETTURA





Da Ilaria Ricci, presidente della società Ricci Ugo & Sergio Srl riceviamo e pubblichiamo questa lettera sulla vicenda della cava Venedretta C.

« In qualità di Presidente della società RICCI UGO & SERGIO SRL ritengo doveroso con riferimento all'articolo del Tirreno del 21-09-2015 intitolato "Concessioni marmo, violate le norme" precisare che il nostro caso non è affatto complesso come asserito dal Dirigente Tonelli, anzi è di una semplicità disarmante ove si consideri che la Ricci ugo & sergio, da oltre 50 anni, è l'unico soggetto che risulta nel legittimo possesso della cava 161 avendovi svolto ininterrottamente l'attività di escavazione in ottemperanza alle relative norme regolatrici.

Non si comprende quindi perché il Comune preferisca esporsi ad inevitabili e ingenti pretese risarcitorie piuttosto che applicare come dovrebbe, l'art. 14 del Regolamento Agri Marmiferi come la stessa Corte di Appello di Genova ha recentemente ribatito, ed affermato altresì che "non possono essere posti in essere atti incompatibili ed interferenti con l'esercizio della cava da parte della Società Ricci".

Non è quindi vero, secondo noi, che il Comune non possa emettere alcun provvedimento per la complessità del caso; diciamo piuttosto che "non vuolsi colà dove si puote".

Che altro potrebbe dirsi quando un ente cerca ostinatamente di operare a svantaggio di un operatore economico che lavora "sul quel campo" da una vita ?

A nostro avviso il Comune sta commettendo un grave errore di interpretazione della normativa regolamentare imponendo alla nostra azienda l'applicazione dell'art. 15 che disciplina i rapporti tra i cosiddetti "co-concessionari" quando è di tutta evidenza che una concessione per la Cava 161 non è mai stata rilasciata in quanto il Comune si è sempre sottratto all'applicazione dell'art. 14 relativo al rilascio della concessione.

A tal proposito ci duole constatare che dal 01-07-2015 alla nostra società non è stata rinnovata l'autorizzazione all'escavazione e che siamo stati costretti a ricorrere alla cassa integrazioni per tutti i nostri dipendenti.

Tutto questo perchè il Comune ha condizionato il rilascio della autorizzazione agli adempimenti previsti dall'art. 15 nonostante le chiare indicazione della Corte di Appello di Genova.

Di fronte a questo muro di gomma noi pensiamo che si vogliano favorire altre realtà, private e/o imprenditoriali.

E' evidente che continueremo a batterci con fermezza per far valere le nostre ragioni anche se oggi la situazione è critica».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera