Il Tirreno

«Io, figlio di cavatori faccio suonare anche il marmo»

di Alessandra Vivoli
«Io, figlio di cavatori faccio suonare anche il marmo»

Perito chimico e “organologo” Lucio Gigli costruisce strumenti L’appello: vorrei esporre in città per far conoscere la mia arte

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CARRARA. Il primo strumento musicale, il basso divenuto celebre principalmente grazie a Paul McCartney, che utilizzò il modello Höfner 500/1, quello con la cassa a forma di violino, lo ha costruito all’età di dodici anni. Lucio Gigli, futuro perito chimico esperto nell’analisi delle acque, si è cimentato per le prove generali di costruttore di strumenti con il "Beatle Bass" (Basso dei Beatles). Da allora Lucio Gigli, 65 anni e una creatività che non conosce confini, non ha più smesso. E ha vinto anche la sua personale sfida: lui, figlio e nipote di cavatori ha fatto nascere le note dal marmo. Unire la sua passione per gli strumenti musicali al Dna della città di Carrara, quello scritto nella sua pietra.

«Mi definirei un “organogolo” - dice di sè Lucio Gigli - o più semplicemente mi piace mettere il naso dentro agli strumenti, dove nasce la musica. Proprio per questo mi ero sempre ripromesso di costruire uno strumento in marmo e, qualche anno fa è nato il mio primo organetto (esposto nella passata edizione di Marble weeks ndc): funziona con lo stesso principio di quelli in legno. Ma è fatto di statuario».

E con gli strumenti di marmo Lucio Gigli ci ha preso la mano, o meglio vi ha declinato un’altra delle sue attività quella di accordatore di pianoforti: sugli strumenti accordati da lui hanno suonato, tra gli altri, Paolo Conte, Giovanni Allevi, Vinicio Capossela, Andrea Bocelli. La scorsa estate, in occasione del matrimonio fiorentino tra Kim Kardashian e Kanye West, Gigli ha preparato tutti i pianoforti che hanno suonato nel corso delle nozze al Forte Belvedere. E ha pure accordato il piano battuto all’asta a Saint Tropez da Leonardo di Caprio, e quello in cui ha suonato per l’inaugurazione dell’Expo Andrea Bocelli.

Insomma tante affermazioni importanti per Lucio Gigli ma quasi a dimostrate la veridicità del detto per cui nessuno è profeta in patria, la città di Carrara fino ad oggi non ha accolto la sua richiesta. Un appello a trovare uno spazio adeguato, un luogo adatto per esporre gli strumenti musicali da lui creati e, per il momento, accatastati nella sua abitazione di Bonascola che è divenuta una sorta di piccolo museo. Ma l’obiettivo dell’”organologo” è fare in modo che la sua grande passione diventi contagiosa.

«Mi piacerebbe che soprattutto i giovani potessero conoscere questi strumenti, li potessero vedere da vicino - afferma Lucio Gigli - ma fino ad oggi nessuno ha accolto questa mia proposta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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