Il Tirreno

I Ponti di Vara fra le note del clavicembolo

CARRARA. I ponti di Vara si stagliano all’interno di uno degli strumenti musicali che ha costruito. Il suono, o meglio la melodia di un motivetto degli anni Sessanta, viene riprodotto da una sega di...

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CARRARA. I ponti di Vara si stagliano all’interno di uno degli strumenti musicali che ha costruito. Il suono, o meglio la melodia di un motivetto degli anni Sessanta, viene riprodotto da una sega di quelle utilizzate per tagliare il legno.

Il mondo di Lucio Gigli è fatto di suoni, di inventiva e di marmo. Marmo come materia per gli strumenti, marmo che suona o che viene riprodotto nei suoi strumenti. O meglio di un omaggio costante alla tradizione di famiglia (padre e nonno erano cavatori) e al Dn della città di Carrara.

Nelle creazioni di Gigli c’è tutto questo: e la sua arte è stata spiegata in passato anche agli studenti delle scuole in una bella iniziativa che si è svolta in vari istituti della città. Esperienza che Lucio Gigli sarebbe anche pronto a ripetere, perché uno dei suoi obiettivi è trasmettere il suo saper fare e la sua creatività.

Insomma da questo “organologo” come lui stesso si definisce, un’apertura significativa verso Carrara: la possibilità di mettere in vetrina, o meglio in esposizione le sue opere, e trasmettere la sua esperienza nelle scuole, ai giovani.

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