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«Volpi contro le forze dell’ordine»
Il consiglio boccia l’ordine del giorno di Benedetti e FdI sul comizio di Salvini
MASSA. All’ordine del giorno in consiglio comunale, martedì pomeriggio, c’è un documento firmato da Fratelli di Italia e Stefano Benedetti. Riguarda gli scontri in piazza nel maggio scorso, in occasione del comizio di Matteo Salvini. Il consiglio lo respinge a larga maggioranza.
Immediata la reazione dei firmatari. Fratelli d’Italia, con una nota, interviene e definisce l’ordine del giorno «di solidarietà alle forze dell’ordine e di condanna dei fatti avvenuti durante il comizio. Quello che si è consumato in consiglio - prosegue Fratelli di Italia - è l’ennesimo tentativo da parte della sinistra di delegittimare l’operato delle forze dell'ordine; all’epoca dei fatti avevamo condannato la presenza di quei consigliere comunali che, pur rappresentando una istituzione, avevano partecipato ad una contro-manifestazione che aveva visto forte contrapposizione verso le forze dell’ordine. Quello però che lascia sconcertati è l’atteggiamento del sindaco il quale, con argomentazioni che nulla avevano a che fare con l’ordine del giorno, non ha espresso la solidarietà alle forze dell’ordine. Ci domandiamo - è la conclusione - come il primo cittadino possa rappresentare la città al tavolo della sicurezza in cui siedono proprio i rappresentanti di quelle forze dell’ordine e se quella espressa da Volpi sia la posizione del Partito Democratico. Sulla questione sollecitiamo un intervento anche del Prefetto per evitare che la sinistra estrema si senta ancora più impunita e legittimata».
Duro anche Stefano Benedetti: «L’ordine del giorno è stato respinto dopo l’intervento del sindaco che ha dichiarato che alla base della Costituzione Italiana c’è “l’antifascismo militante”. Ora, cosa ci azzecchi l’antifascismo... lo sa solo Volpi che, forse, quando parla in consiglio comunale, crede di essere sulla cattedra, dimenticandosi di essere il sindaco di tutti i cittadini, anche di coloro che servono lo Stato. La dimostrazione che il documento non era di parte ci perviene dalla spaccatura del M5S con il voto favorevole di Matteo Paci, oltre a quello di Stefano Caruso di Italia Unica e l’astensione di Incoronato. Credo che il sindaco, nell’assumere una posizione forte contro le forze dell’ordine, si sia voluto legittimare politicamente, abbandonando definitivamente la logica apartitica del civismo che lo ha incoronato sindaco».
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