Il Tirreno

Lotta al dissesto, sei mega progetti per circa 15 milioni

di Melania Carnevali

MASSA. Oltre 15 milioni di euro. Sono quelli di cui ha bisogno il Comune per la lotta al dissesto idrogeologico e che spera di ricevere dalla Regione con il piano di difesa del suolo 2015. Soldi,...

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MASSA. Oltre 15 milioni di euro. Sono quelli di cui ha bisogno il Comune per la lotta al dissesto idrogeologico e che spera di ricevere dalla Regione con il piano di difesa del suolo 2015.

Soldi, che se arrivassero tutti, permetterebbero di portare avanti una buona parte della messa in sicurezza del territorio. Sono cinque, da monti a mare, infatti i progetti, elaborati sulla base delle carte del rischio idrogeologico, che potrebbero vedere la luce: quello sulla foce del Frigido, per un totale di 6 milioni di euro, che prevede l’innalzamento dell’ultimo ponte e il consolidamento degli argini; la valle del Frigido, da Casette ad Altagnana, in cui è previsto l’inserimento di griglie anti massi, per un intervento pari a 2 milioni di euro; il canale Bocchetta, che passa sotto il centro storico, che dovrà essere bypassato fino a ponte Trieste partendo dalle Grazie, per risolvere il problema delle portate eccessive, per un totale di altri 2 milioni di euro; opere idrauliche a Ronchi e Poveromo, per una spesa di 3,5 milioni di euro; e infine l’allargamento della foce del torrente Ricortola, per una spesa di 1,9 milioni di euro (progetto, quest’ultimo, ancora in fase di approvazione). «Al presidente Rossi ho già segnalato l’urgenza di queste opere che rientrano a pieno titolo negli investimenti della Regione Toscana per il rilancio della zona di costa di cui il Comune e l’intera provincia fanno parte a pieno titolo», ha fatto sapere il consigliere regionale Giacomo Bugliani, durante l’ultima commissione comunale lavori pubblici, a cui ha partecipato anche l’ingegnere comunale Fernando Della Pina per illustrare carte e dettagli del primo progetto, quello sulla foce del Frigido. «Un intervento strategico - spiega il presidente della commissione, Simone Ortori (Articolo Primo) - dal momento che tutta quella zona, stando alle carte del rischio stese da Settesoldi, è allagabile e non ci si può costruire nulla». L’intervento, dal costo di 6 milioni, comprende l’innalzamento dell’ultimo ponte e l’adeguamento della zona con il consolidamento degli argini per oltre un chilometro fino all’altezza dell’autostrada. In merito a questo, tuttavia, i commissari Ortori, Caruso, Lazzarini, Paci, Bugliani e Ofretti hanno già fatto sapere che presenteranno al sindaco un’interpellanza per chiedere che il Comune intervenga in modo che «anche lo sbocco a mare del Frigido - fa sapere Ortori - sia oggetto di interventi, per evitare il fenomeno tutt’ora visibile del deposito di detriti che ne ostruiscono la foce». Si tratta dell’annoso problema del “tappo” di detriti alla foce del Frigido; «un punto su cui il Comune - continua il presidente della commissione - non potrebbe intervenire, come ci ha riferito l’ingegner Della Pina, perché è un’area demaniale. Ma se non si procede con lo sblocco della foce, allora perde senso anche tutto il progetto. In questo senso si rinnova anche l'importanza dell’attività del locale club nautico, posto proprio sulla foce, come volano turistico e commerciale».

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