Il presidio
Assunzione degli ex Eaton la data ancora non c’è
MASSA. La vertenza Eaton torna dove è nata, davanti ai cancelli della fabbrica, in una giornata in cui il sole viene e va, un po’ come la speranza in questa storia di lotta operaia. Ieri, Emilio...
MASSA. La vertenza Eaton torna dove è nata, davanti ai cancelli della fabbrica, in una giornata in cui il sole viene e va, un po’ come la speranza in questa storia di lotta operaia.
Ieri, Emilio Ricci, l’imprenditore alla guida di Iglom che ha acquistato l’area per insediarvi un polo produttivo di olii industriali, avrebbe infatti dovuto presentare un cronoprogramma con le date delle assunzioni dei primi 72 operai ex Eaton, come previsto dal documento sulla reindustrializzazione sottoscritto a metà settembre dal presidente della Provincia Narciso Buffoni, dal sindaco di Massa Alessandro Volpi, dagli onorevoli Martina Nardi e Andrea Rigoni, dal consigliere regionale Giacomo Bugliani, dai segretari provinciali di Cgil, Cisl, e Uil, e dalle segreterie dei sindacati di categoria.
Ma quelle date non sono arrivate. Una goccia di un vaso che stava per traboccare da tempo, da quando l’imprenditore aveva dichiarato di non voler più dialogare con i sindacati, comunicandolo in una lettera indirizzata proprio alle organizzazioni sindacali. Tanto che lo stesso documento nato dal tavolo istituzionale sottolineava che «ai fini di concretizzare gli impegni - questo si legge - riprenda e prosegua il confronto sul tavolo istituzionale e sul tavolo sindacale oggi interrotto dall’impresa Iglom, per addivenire a una condizione di normale relazione sindacale all’interno del nuovo stabilimento ex Eaton, superando le attuali fasi di criticità».
L’azienda, in altre parole, deve riaprire il dialogo con i sindacati. Ma tutto tace. Così, ieri pomeriggio, gli operai si sono incontrati davanti ai cancelli, come se il tempo non fosse mai passato, chiedendo di incontrare il sindaco Volpi e almeno un rappresentante della Provincia, che poco dopo si sono presentati.
«Ricci non ci vuole parlare, ma non può farlo. Non può rifiutarsi di avere relazioni con i sindacati», commenta Michele Folloni segretario provinciale della Fim Cisl davanti ai cancelli della fabbrica. «E peraltro nemmeno con le istituzioni vuole parlare», aggiunge.
«Lo scorso 25 settembre - rincara - Luisa Pietrini, segretaria provinciale della Fiom - hanno richiesto un incontro a Ricci, con il documento sottoscritto il 14 del mese. Ma, da quanto ne sappiamo noi, non ha mai risposto. Questo è sintomo di una chiusura totale».
I nomi degli operai rimangono ancora chiusi quindi in una busta (per scelta dei lavoratori) in attesa di capire quando verranno assunti. «Almeno questa vertenza bisogna assolutamente chiuderla», chiosa Giancarlo Leorin, segretario provinciale Uilm Uil. Al presidio, dicevamo, è arrivato anche il primo cittadino che ha fatto sapere di aver parlato con l’imprenditore, che rimane fermo nelle sue posizioni - quelle di non aver rapporti con i sindacati - e che però sono già partite 40 lettere per altrettanti operai che entreranno a breve - questa è la promessa - nella nuova ditta.
Parole che hanno sollevato ben poco l’umore e le speranze i sindacati che continuano a chiedere ad Emilio Ricci di riaprire il dialogo. Questa mattina i sindacati incontreranno, a questo proposito, anche il prefetto: «Vogliamo poterci sedere a un tavolo con l'imprenditore - concludono - e parlare, come funziona in tutte le industrie».
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