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Apuafarma, convocati i dipendenti
Il presidente Volpi: «Esubero di ore sul settore socio educativo»
CARRARA. Apuafarma verso l’accorpamento con Amia, almeno per quanto riguarda la sede amministrativa. A seguito dell’incendio di lunedì notte, l’azienda amministrata da Fabrizio Volpi sta cercando una sede alternativa per i suoi uffici amministrativi: sistemati i servizi cimiteriali presso i locali di Turgliano, l’urgenza è adesso quella di trovare il prima possibile una collocazione per i sei dipendenti dell’amministrazione. L’ipotesi più probabile caldeggiata dal sindaco Angelo Zubbani in incontro con i vertici delle due partecipate, è quella di una convivenza presso la sede Amia di Viale Zaccagna, in una soluzione provvisoria che potrebbe anticipare l’annunciata fusione delle due aziende, come previsto nel piano messo a punto dall’amministrazione comunale.
E mentre i tecnici sono al lavoro per trovare la migliore disposizione logistica all’interno degli spazi di viale Zaccagna, i vertici di Apuafarma hanno convocato per stasera alle 21 presso la Sala Amendola di Avenza un incontro con tutti i dipendenti: «Vogliamo spiegare loro cosa sta succedendo» ha annunciato l’amministratore unico Fabrizio Volpi che poi ha colto l’occasione per replicare alle voci sulla possibile riduzione del contratto per i lavoratori del comparto socio-educativo. «Il punto è che abbiamo 54 dipendenti a tempo indeterminato che tradotto in termini di servizi significa un surplus di 12 mila ore rispetto a quelle commissionate con un costo di 180-200 mila euro» ha sintetizzato Volpi. In sostanza mentre durante l’anno scolastico i servizi garantiti da questi 54 dipendenti corrispondono a quelli commissionati dal municipio, nei tre mesi estivi l’attività viene comunque svolta, ma al di fuori dei progetti “concordati” con l’amministrazione. «Sul socio educativo c’è un esubero di ore» sintetizza Volpi, stimando in circa 200 mila euro il costo di questo “esubero”: «Non è un caso che cuoche e pulministi abbiano contratti da 10 mesi…perché per gli educatori non è così?» ha polemizzato l’amministratore unico che ha puntato il dito contro i sindacati ma anche contro le precedenti gestioni. «Tutto alla fine ricade nelle tasche dei cittadini» ha sottolineato Volpi, suggerendo soluzioni alternative, che però contemplerebbero servizi a pagamento. Un esempio su tutti è quello del progetto “Centro anch’io”: lunedì le famiglie dei disabili inseriti nel percorso hanno protestato contro i vertici di Apuafarma. «In questo caso abbiamo 60 ore commissionate e dunque coperte in termini economici ma ne stiamo facendo 160» si è limitato a dichiarare l’amministratore unico, lasciando intendere che così riuscire a far quadrare i conti della partecipata è davvero impossibile.
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