Il Tirreno

Il Psi di Montignoso: «Le primarie non sono un obbligo»

di Manuela D’Angelo
Il Psi di Montignoso: «Le primarie non sono un obbligo»

Il segretario: «Il problema non è il nome del candidato ma mantenere gli impegni assunti con i cittadini»

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MONTIGNOSO. Sembrava scontato per tutti che Gianni Lorenzetti, attuale assessore ai lavori pubblici e braccio destro del primo cittadino Narciso Buffoni, sarebbe stato il “naturale” futuro candidato a sindaco della coalizione di centro sinistra, in vista delle amministrative 2016 : ma pare proprio che la notizia abbia creato piuttosto reazioni contrastanti e scompigli, sia all’interno del Pd, sia nella coalizione. Il Pd “soffre” la sua corrente interna, i binagliani, che giustamente voleva dire la sua sul nome del candidato e magari scartare proprio quello di Lorenzetti, per trovarne un altro condiviso dall’intero partito; la coalizione, d’altro canto, non vorrebbe, in questa fase, fare la parte di quella che sta soltanto a subire le decisione del Pd, rivendicando comunque un ruolo essenziale e, per lo meno, la necessità di salvare le forme. In soldoni: se proprio si doveva fare il nome di Lorenzetti, almeno che uscisse da una riunione di coalizione e non da una assemblea comunale del Pd.

Insomma, chi pensava che i guai del Pd fossero soltanto interni, non ha fatto i conti con gli alleati, che iniziano a scalpitare. Il PSI di Montignoso oggi parla, addirittura, di un «dibattito surreale, al quale i Socialisti non intendono prendere parte» perché «il primo compito della politica è quello di dare risposte ai cittadini su servizi, qualità della vita e mantenimento degli impegni assunti». Obiettivi che forse, secondo il PSI, in questa fase si sono un po’ persi di vista.

«Spiace in particolare- dichiara il segretario comunale del Psi di Montignoso Luca Benedetti- registrare i vari tentativi di mistificare il contenuto dell’intesa politica recentemente siglata tra Pd, Psi, Sel e Prc». Un’intesa che, invece, non deve essere messa in discussione. Benedetti ricorda infatti che, al momento, l’unico documento ufficiale, disponibile e firmato da tutti, è quello sottoscritto dai partiti di maggioranza, la scorsa estate, in cui si ribadisce l’impegno a far parte della coalizione di centro sinistra anche per i prossimi cinque anni, e si auspica il raggiungimento, da parte della giunta Buffoni, di alcuni obiettivi fondamentali, contenuti nel programma elettorale. In quel documento, però, la coalizione firmava anche per procedere senza le primarie, ma questo, secondo gli alleati, non avrebbe dovuto spingere il Pd a dettare il nome del candidato di tutti, senza i doverosi passaggi intermedi.

«Non è stato raggiunto alcun accordo segreto- dice il segretario Benedetti- ma si è tentato di delineare un percorso politico all’insegna della coesione; i Socialisti, che sono abituati a privilegiare la politica anteponendola agli schemi, non ritengono imprescindibile il ricorso alle primarie, ed auspicano il raggiungimento di un’intesa politica basata sui programmi».

Il rischio, secondo i Socialisti, è quello di avvitarsi in una discussione autoreferenziale, limitata agli addetti ai lavori e che distolga l’attenzione dalle questioni amministrative ancora sul tappeto. Ma il nodo sul nome di Lorenzetti resta da sciogliere e quando chiediamo a Benedetti cosa ne pensi la risposta è lapidaria: «Il Pd risolva le sue beghe interne da solo- dichiara- senza chiederci di prendere posizione; poi ci porti un nome, ma che sia uno solo, ad una riunione di coalizione e noi lo approveremo. Purtroppo abbiamo provato sulla nostra pelle che le primarie non hanno risolto le fratture interne del Pd cinque anni fa, perché se le sono portate dietro fino ad oggi, come dimostrano gli ultimi battibecchi sul nome del loro candidato. Non vorremmo che accada di nuovo». Per il Psi l’amministrazione Buffoni ha ancora davanti parecchi impegni, tutt’altro che semplici, da ottemperare prima della fine della legislatura, ad esempio «chiudere il percorso che porta all’adozione del nuovo Piano Strutturale e all’approvazione delle varianti alle attività produttive e dare il via ai lavori per la costruzione della scuola di Cinquale».

«Si chiuda dunque quanto prima la fase della polemica sterile e fine a sé stessa- conclude Benedetti-; i Socialisti sono convinti che le forze di centro sinistra possano concordare quanto prima il nome del candidato più adatto a guidare la prossima amministrazione, ed avviare il confronto sui programmi e le proposte per il governo dei prossimi cinque anni».

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