Italia
Referendum sulla sanità pubblica, al via la raccolta di firme
FIVIZZANO. Il Comitato del diritto alla Salute in Lunigiana invita coloro che sono interessati a recarsi presso gli uffici anagrafe comunali e nel corso del mese di ottobre anche presso i tavoli di...
FIVIZZANO. Il Comitato del diritto alla Salute in Lunigiana invita coloro che sono interessati a recarsi presso gli uffici anagrafe comunali e nel corso del mese di ottobre anche presso i tavoli di raccolta firma che verranno insediati durante i mercati settimanali a Fivizzano, Aulla e Monzone, per firmare la richiesta di indire un referendum abrogativo della legge regionale 28/2015.
L'iniziativa è organizzata dal Comitato promotore Referendum abrogativo legge 28/2015 e dal Crest (Comitato Regionale Emergenza Sanità Toscana). In buona sostanza, spiega il comitato lunigianese in difesa della salute, che aderisce alla rete del Crest «la legge 28/2015 creerà una struttura gigante e pesantissima, poco trasparente, con bilanci milionari indecifrabili, burocratizzazione, una giungla di dipartimenti aziendali ed interaziendali, lontananza dai territori, indebolirà la conferenza dei sindaci».
Quindi si raccolgono firme per indire il Referendum abrogativo Legge Regionale 28/2015 e per chiedere altresì «una sanità pubblica universale, una sanità pubblica efficiente e efficace, servizi di qualità e gratuiti, avendo già finanziato con le tasse il SSR, che le risorse pubbliche siano investite nelle strutture pubbliche, personale congruo, costantemente formato e con tecnologia adeguata, di non dover essere costretti a pagare polizze assicurative per ottenere i servizi dovuti, una netta separazione tra erogatori privati, compreso il terzo settore, e la sanità pubblica». E il comitato promotore per il referendum è contrario «alla centralizzazione dei poteri decisionali, chiede che la programmazione sanitaria e socio-sanitaria metta al centro i bisogni del cittadino». Insomma un Referendum che fermi la legge 28/2015, che per gli organizzatori della raccolta firme “ non farà che peggiorare i servizi”.
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