Italia
Al via controlli incrociati sulle cucine e sui fornitori
Un dipendente si presenterà, a sorpresa, in tutti i punti cottura e nelle sale pranzo Palazzo civico: affianchiamo l’ Asl a tutela degli utenti e delle loro famiglie
MASSA. C’è una scuola con una cucina. C’è una grande sala pranzo in cui mangiano decine di bambini e, con loro, gli insegnanti. Ci sono 3.000 pasti forniti ogni giorno. È naturale chiedersi chi controlli. Il cibo, la sua provenienza, la cottura, le quantità, la conservazione, la somministrazione.
A tracciare il quadro sono Mauro Fiori, assessore all’istruzione e Maurizio Perna, dirigente del settore. E, con loro ci sono Caterina Conti e Silvana Pumo, le due dipendenti che ogni giorno si occupano di scuole e pasti. Sono gli esperti delle mense a spiegare che a fare “incursione” nella cucina sono - primi fra tutti - Asl e Nas . L’azienda sanitaria e il nucleo antisofisticazione dei carabinieri hanno il diritto e il dovere di “mettere il naso” tra frutta e verdura, carne e pesce, per verificare qualità, etichettatura, conservazione. Ma ad ulteriore garanzia - così Fiori motiva la scelta di rafforzare i controlli - il Comune dedicherà ogni giorno una sua dipendente ad accertamenti nelle 22 cucine scolastiche. A campione, la mattina la 007 si presenterà a scuole ed asili prima che arrivino le forniture, attenderà i furgoncini carichi di cibo, li aprirà ed ispezionerà. Poi passerà al setaccio - questo almeno l’impegno dell’amministrazione - le etichette, peserà il cibo, controllerà eventuali ammaccature di mele e banane, carote e zucchine. Farà quindi una visita alla cucina, rimarrà per accertarsi delle modalità di cottura. Poi registrerà ogni dettaglio in un’apposita scheda e, nel caso in cui qualcosa non torni - assicura Fiori - scatteranno i provvedimenti disciplinari per il gestore. Tradotto: una sanzione.
La cucina già visitata non potrà tirare un sospiro di sollievo perché lì il controllo potrà ripetersi: la dipendente comunale - spiegano Fiori e Perna - si presenterà a tavola e mangerà con i ragazzi. E, anche in questo caso, compilerà la fatidica “pagella”.
«Si tratta - puntualizza l’assessore - di una modalità capillare di controllo, mai realizzata prima e che ci consente di verificare forniture e cucine, a tutela dei piccoli utenti e a garanzia della serenità delle famiglie». Controlli, ma non soltanto: il dirigente assicura che gli uffici sono già al lavoro per stilare un questionario da sottoporre a mamme e papà per testare, ad anno scolastico in corso, quello che piace e quello che non piace, limiti e punti di forza del servizio di refezione scolastica: «Con la collaborazione di alcuni stagisti universitari - fa il punto il dottor Maurizio Perna - abbiamo già organizzato sondaggi in altri settori, tra i quali il teatro, adesso estendiamo l’esperienza anche alle scuole», con lo scopo di avere un feedback, un ritorno e - garantisce - intervenire per correggere e migliorare.
Senza dimenticare che all’Asl, ai Nas e al Comune si aggiungono i migliori dei controllori: le mamme. Esiste, infatti la Commissione Mensa Scolastica, «l’organo - spiega il Comune sul suo sito - che assicura la partecipazione degli utenti alla verifica della qualità del servizio di refezione scolastica». La Commissione è composta, in ogni plesso scolastico, da un rappresentante dei genitori, uno delle associazioni genitori riconosciute dal Comune, da un rappresentante dei docenti, da un rappresentante dei lavoratori della cucina, da un rappresentante dell’azienda sanitaria. La Commissione può decidere di verificare ogni dettaglio relativo al cibo e può disporre che un suo membro pranzi a scuola, tra i bambini per testare la qualità del pasto offerto.
Un organo, quindi, con un ruolo centrale a garanzia della qualità del servizio.
(c.s.)
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