Il Tirreno

I lavori all’argine fanno tremare le case

di Cinzia Chiappini
I lavori all’argine fanno tremare le case

Paura ad Avenza in alcune palazzine durante le operazioni di palancolatura. La Provincia sospende l’intervento

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AVENZA. Attimi di paura ieri mattina ad Avenza per i residenti di una palazzina affacciata sul Carrione: le vibrazioni provocate dai lavori palancolatura dell’argine sono state così intense da far scappare in strada diverse persone. Adesso chiedono garanzie e un monitoraggio costante delle loro abitazioni ma la Provincia risponde: «Abbiamo già un oscillometro per controllare le vibrazioni. Lavori sospesi fino all’arrivo di un nuovo macchinario». Qualcuno è fuggito in strada, qualcuno si è rivolto direttamente al capocantiere per chiedere la sospensione immediata dei lavori mentre altri sono certi che da quando è iniziata la palancolatura della sponda, nei muri dell’edificio che ospita le loro abitazioni si siano addirittura aperte delle crepe.

Paura dunque stamani ad Avenza per gli abitanti della palazzina posta all’angolo tra via Menconi e il torrente Carrione: qui sono in corso i lavori di messa in sicurezza dell’argine del torrente, con un intervento di palancolatura su 100 metri in sponda destra, che lambisce nel senso letterale del termine alcuni edifici abitati. Il cantiere è operativo ormai da diversi giorni e i cittadini avevano già avvertito le vibrazioni: «Mai però forti come stamani» racconta Stefano Cucurnia, che vive in un appartamento affacciato sul cantiere. «Le finestre tremavano, i letti ballavano e anche mio figlio piccolo si è messo a piangere per la paura» spiega l’uomo, sceso in strada con la moglie e il bambino neonato. «Ho chiamato i vigili del fuoco, la polizia municipale e poi ho chiesto direttamente al capo cantiere di fermare tutto... sembrava ci fosse un terremoto fortissimo» conferma Giuseppe Lanzi, anche lui residente nell’edificio che sorge sulla sponda del Carrione. «Stavo lavorando nel mio studio e a un tratto la mia scrivania ha iniziato a tremare…e il mio locale è sul lato opposto della palazzina» aggiunge Giuseppe Paglini, titolare della storica cartoleria nel cuore di Avenza.

Nell’edificio più vicino al cantiere vivono quattro famiglie che, dopo l’episodio di ieri mattina, hanno chiesto alla Provincia di provvedere a installare un sistema di monitoraggio all’interno delle loro abitazioni. La paura per gli effetti delle vibrazioni è tanta e del resto il ricordo del crollo della palazzina di via Carriona (avvenuto nel novembre del 2010, durante i lavori di sistemazione dell’alveo del Carrione in centro città) è ancora vivo nella mente di tutti, soprattutto in quella di chi vive affacciato sul torrente. «Bene la messa in sicurezza, ma installate un sistema di monitoraggio nelle nostre case per controllare gli effetti delle vibrazioni» hanno ribadito all’unisono gli abitanti dell’edificio. Immediata la replica dell’amministrazione provinciale, che oltre a rispondere ai cittadini ha voluto chiarire la dinamica dei fatti.

«I lavori sono stati bloccati non su richiesta dei cittadini ma perché l’oscillometro utilizzato per monitorare le vibrazioni aveva superato la soglia di sicurezza» hanno precisato da Palazzo Ducale. La ditta incaricata dell’intervento è munita di uno strumento che misura le vibrazioni prodotte dalla macchina che inserisce le palancole: probabilmente in quel tratto è presente uno strato di massi che ha fatto aumentare la resistenza e dunque le vibrazioni.

Preso atto della composizione del terreno, l’amministrazione è corsa ai ripari, dando lo stop temporaneo ai lavori:«Faremo arrivare un nuovo macchinario che produce meno vibrazioni e i lavori riprenderanno di qui a una settimana» hanno annunciato dalla Provincia, precisando che solo dopo aver testato la nuova macchina verrà valutata l’ipotesi di inserire un sistema di monitoraggio anche all’interno delle case. Quello in corso in questa zona di Avenza è l’ultimo intervento di somma urgenza previsto sul Carrione: nonostante la sospensione nel tratto oggetto delle proteste dei residenti, i lavori proseguiranno nella zona immediatamente a monte, dove non ci sono edifici.

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