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Ricorso elezioni, attesa la sentenza del Tar
Il sindaco Bellesi: «Sono sereno, l’opposizione di Villafranca si appella a dei cavilli inconsistenti»
VILLAFRANCA. Oggi sarà il D-day, ossia il giorno del ricorso, per l’amministrazione villafranchese e per la minoranza.
Nel primo pomeriggio, infatti, è attesa la sentenza del Tar che dovrà decidere in merito al ricorso che l’opposizione presentò nelle settimane seguenti alla conclusione della tornata elettorale.
Si prospettano tre possibili conclusioni: il mantenimento dello status quo, il ritorno alle urne oppure una posticipazione del verdetto che potrebbe giungere, secondo fonti ben informate, anche tra due anni. Non si hanno gli elementi per capire quali delle ipotesi sia quella più probabile nell’avverarsi ache in conseguenza del fatto che la decisione ultima sarà presa in tutta descrizione dell’organo giudicante.
In ogni sede di dibattimento quello che fa la differenza sono, come sempre, le tesi che si illustrano ai giudici e la validità degli elementi probanti di sostenimento o confutazione delle tesi, sia d’accusa che della difesa.
Mentre l’opposizione si è chiusa in religioso silenzio, l’amministrazione prende voce dalle dichiarazioni del primo cittadino Filippo Bellesi che afferme di essere «sereno e conscio di avere vinto la competizione elettorale e pertanto aspetto la pronuncia del Tar con tranquillità, così come tutti hli altri eletti di Villafranca Libera. Se poi dovessero prevalere gli escamotages giuridici che indicano Fabrizio Drovandi non riconoscibile attraverso il soprannome di Bibi, catalogandolo come un nomignolo di più che incerta attribuzione, vorrà dire che ne prenderemo atto e valuteremo il da farsi».
Entra nel merito anche il consigliere Michele Barbuzza il quale sottolinea come, nel corso di questi mesi, «si sia operato solo nell’interesse di Villafranca, senza prendere in alcuna considerazione il ricorso, ma adoperandoci per mettere mano alle problematiche sia finanziarie che quotidiane che affligono il comprensorio. Mi piacerebbe sapere come si sarebbe comportata la minoranza con questa spada di Damocle sul capo e se, allo stesso modo, si sarebbero spesi per Villafranca come abbiamo fatto noi in tutti questi mesi».
Una sentenza quindi che è destinata a imprimere una nuova vena polemica, qualsiasi sia l’esito finale, al dibattito politico villafranchese, iniettando nuovi temi e argomenti che terranno banco per tutta la durata di questa amministrazione o di quella futura.
Cristiano Borghini
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