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Nuovo regolamento: tutela per i “piccoli”

Nuovo regolamento: tutela per i “piccoli”

In commissione la richiesta di definire meglio il concetto di filiera e gli adempimenti regionali

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CARRARA. Definire meglio il concetto di filiera e i confini del cosiddetto comprensorio per evitare che le piccole aziende del lapideo soccombano davanti agli obblighi imposti dalle nuove norme regionali sul settore: è questo uno degli obiettivi che si è data la commissione Marmo del Comune di Carrara impegnata nella stesura di una proposta per il Regolamento degli Agri Marmiferi.

Chiamato a recepire le novità introdotte dalla legge regionale 35 e dal Piano Paesaggistico, il nuovo testo secondo i commissari di maggioranza e opposizione dovrà servire anche a tutelare le piccole aziende del territorio in particolare per quanto riguarda gli adempimenti sulla filiera corta.

Le nuove leggi prevedono infatti importanti vantaggi per coloro che lavorano in loco almeno il 50% del materiale estratto: chi riuscirà ad adempiere a questa previsione potrà godere di un importante prolungamento dei termini della concessione, anche fino a 25 anni.

Il “bonus” mira a incentivare l’occupazione ma rischia di essere completamente inaccessibile alle piccole aziende che non hanno le risorse per lavorare in proprio il materiale estratto.

Anche per questo Massimo Menconi (Prc) presidente di commissione, Claudia Bienaimè (Carrara Bene Comune) e Matteo Martinelli (M5S) hanno tutti chiesto di inserire nel nuovo Regolamento degli Agri delle misure a tutela di queste imprese, stabilendo ad esempio che anche chi vende ad aziende che lavorano in loco potrà beneficiare del prolungamento della concessione.

Stesso problema per chi produce materiali che vengono tradizionalmente lavorati all’estero, come ad esempio gli informi.

«Limitiamo l’obbligo di lavorazione in loco del 50% del materiale solo a chi estrae blocchi» ha suggerito il dirigente del settore marmo Marco Tonelli, con una proposta che però – per ora - non sembra essere riuscita a mettere d’accordo tutti.

Insomma una discussione aperta che, secondo gli auspici del sindaco Angelo Zubbani, potrebbe finire dritta al tavolo del lapideo la cui riapertura, anche alla luce dei segnali arrivati sia da palazzo civico che da Assindustria.

Cinzia Chiappini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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