In 200 marciano scalzi E Lerner si toglie le scarpe
C’è il corteo pro migranti, il giornalista cambia la scaletta del suo discorso «Siamo dalla parte di chi mette il proprio corpo in pericolo per sopravvivere»
CARRARA. Quando mancano pochi minuti alla fine della presentazione del festival, dalla sovrastante piazza Gramsci scende un corteo di 200 persone scalze che ad un certo punto intonano Stornelli d'esilio, nota canzone anarchica scritta a fine Ottocento dall'avvocato anarchico Pietro Gori. «Nostra patria è il mondo intero, nostra legge è la libertà ed un pensiero ribelle in cor ci sta».
Reggono lo striscione:«Nel mio paese nessuno è straniero».
È la "marcia degli scalzi" di Carrara che in contemporanea con altre 60 piazze italiane lancia un messaggio per chiedere corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, accoglienza degna per tutti, chiusura dei luoghi di concentrazione dei migranti e creazione di un sistema unico europeo di asilo.
Sul palco nel frattempo sale Gad Lerner della "marcia" è uno dei primi firmatari e promotori. Dovrebbe iniziare la conferenza per parlare, esattamente dieci anni dopo il suo primo intervento a Con_vivere, di "identità plurali e identità fanatiche".
Però, dopo aver parlato con Paolo Gozzani, segretario della Camera del Lavoro promotrice dell'iniziativa, si alza con le scarpe in mano e si unisce idealmente alla marcia leggendo al numeroso pubblico l'appello di Carrara e di tutte le 60 piazze.
«Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi- dice dal paco Gad Lerner - Di chi ha bisogno di mettere il proprio corpo in pericolo per poter sperare di vivere o di sopravvivere. È difficile poterlo capire se non hai mai dovuto viverlo. Ma la migrazione assoluta richiede esattamente questo: spogliarsi completamente della propria identità per poter sperare di trovarne un'altra».
E intanto a livello di scaletta c’è da registraree che, poco prima dell'inizio della conferenza di Gad Lerner, l'organizzazione del festival ha premiato il comandante della Capitaneria di Porto di Marina di Carrara Marco Landi a nome di tutta la Marina italiana impegnata da anni in operazioni di salvataggio sulle rotte mediterranee dei migranti provenienti dal nord africa.
E c’è stato anche un altro fuori programma nel pomeriggio dell’inaugurazione di Con-vivere.
Prima dell'inizio ufficiale del festival l'Assemblea Permanente di Carrara ha distribuito decine e decine di volantini. «Non_vivere dieci anni di degrado a Carrara - si legge nel volantino distribuito in via Verdi - mentre l'amministrazione comunale si celebra facendo finta di nulla, ti vogliamo ricordare cos'è successo a noi carraresi in questi 10 anni di Con-vivere».
(l.bo.)
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