Il Tirreno

«Nessuna discarica di inquinanti in porto»

di David Chiappuella
«Nessuna discarica di inquinanti in porto»

Il presidente della Authority fa chiarezza sul progetto (contestato) che prevede la realizzazione di un’area di stoccaggio di rifiuti delle navi all’interno dello scalo

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MARINA DI CARRARA. «Nessuna discarica di inquinanti, ma solo un’area di stoccaggio in cui effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti prodotti dalle navi che attraccano nel porto, in attesa di smaltirli».

Così il presidente dell’Autorità portuale, ingegner Francesco Messineo, ha voluto far chiarezza sul progetto che prevede la realizzazione all’interno del porto di un’area dedicata allo stoccaggio e alla gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e dai residui dei loro carichi. Messineo parla all’indomani del comunicato diffuso dalla vicepresidente di AmareMarina Carla Gianfranchi, che aveva espresso “sgomento e preoccupazione” verso questo progetto, soprattutto per il fatto che i rifiuti in questione, nella richiesta presentata dalla Port Authority alla Provincia, venivano definiti “pericolosi e non”.

«La maggior parte di questi rifiuti -rassicura Messineo- saranno di tipo organico, prodotti dalle cucine delle navi. Si tratta di avanzi alimentari, che vengono definiti pericolosi solo perché, in teoria, potrebbero ospitare qualche organismo in grado di causare contaminazione».

«Non si tratta - sottolinea - di inquinanti industriali, come idrocarburi ed olii esausti, ma semplicemente di resti di cibo».

Secondo il presidente dell’Authority, sarebbe una direttiva comunitaria ad imporre a tutti i porti l’allestimento di strutture finalizzate allo smistamento dei rifiuti navali.

«Il provvedimento -spiega Messineo- intende impedire che i rifiuti vengano gettati in mare e prevenire eventuali forme di inquinamento, soprattutto in caso di avanzi alimentari provenienti da paesi esotici, che potrebbero contenere contaminanti. La direttiva impone che la tassa sui rifiuti venga pagata da tutti i capitani di nave, anche da quelli che affermano di non aver prodotto rifiuti».

L’area di stoccaggio occuperà 1800 metri quadrati.

«Essa -prosegue l’ingegner Messineo- sarà formata da una tettoia, sotto la quale verranno collocati vari contenitori, con cui effettuare la raccolta differenziata della spazzatura, che, una volta smistata in base alla tipologia, sarà affidata ad un’impresa di smaltimento”. Ad occuparsi di quest’ultimo passaggio sarà la Dusty, ditta specializzata di Marina.

«La novità -ha concluso il numero uno dell’Autorità portuale- è che da ora in poi la differenziata avverrà già all’interno del porto, mentre fino ad oggi occorreva attendere che la spazzatura arrivasse al centro di smaltimento».

Il progetto diventerà operativo entro pochi mesi.

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