Il Tirreno

Pontile sotto verifica

di Aronne Angelici
Pontile sotto verifica

Nuovo esame per i 150 metri di pennello per prolungare la foce del Carrione

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MARINA DI CARRARA. Comune e Autorità portuale hanno chiesto alla Regione di verificare se il pennello di 150 metri alla foce del Carrione, previsto dai tecnici per evitare il frequente insabbiamento e inserito nel primo lotto del water front, sia effettivamente conforme alle opere di sicurezza idraulica previste sull’asse del Torrente dopo l’alluvione.

Non è una richiesta da poco visto che il pennello è l’unica vera opera a mare del water front anche se per realizzare la passeggiata panoramica lungo la diga foranea (lotto quattro) bisognerà allargare l’attuale barriera.

Un pennello che ha creato anche un po’ di confusione nel dibattito che si è acceso intorno al porto visto che è stato interpretato, in sostanza, come l’embrione di uno dei lati del futuro porto turistico previsto nel contestato piano regolatore del porto, ma ancora tutto da definire anche tecnicamente.

Certamente però quei 150 metri potrebbero diventare 850 se, appunto, l’iter, appena cominciato del piano regolatore portuale dovesse andare a buon fine con la progettazione attuale. Ma serve o non serve quel pennello?

Spiega il sindaco Angelo Zubbani. «Il water front riguarda la riqualificazione di Marina attraverso interventi di razionalizzazione del traffico, la divisione tra quello turistico e leggero da quello pesante destinato al porto. Interventi in gran parte sul demanio portuale ma mirati in senso di maggiore vivibilità del litorale e in funzione di attrazione anche turistica. Penso ad esempio alla nuova passeggiata panoramica sulla diga foranea e al riutilizzo di aree ora non usufruibili dal pubblico. Si tratta dunque di opere a terra: rotatorie, riorganizzazione dei viali con isola centrale salva pedoni, nuove alberature, arredi. C’è anche in questa visione un nuovo ingresso al porto con un nuovo ponte sul Carrione parallelo e a poca distanza da quello attuale. Questo, in estrema sintesi, è il progetto del water front, queste le sue finalità. Quando però il professor ingegner Paolo Sammarco, il progettista delle opere idrauliche e marittime, è andato ad operare sul Carrione, gli è stato chiesto dagli enti, tutti, di intervenire sulla foce del Carrione per evitarne il continuo insabbiamento. Gli studi hanno portato alla progettazione di un pennello di 150 metri. E la progettazione ha superato il vaglio dei tecnici del consiglio superiore delle opere pubbliche a Roma.

Visto che c’è stata l’alluvione, visto che la Regione sta lavorando sull’intero asse del Carrione per la sua messa in sicurezza, abbiamo chiesto insieme all’Autorità portuale una ulteriore verifica su quel pennello. E ci comporteremo di conseguenza».

Il water front è interamente cantierabile anche se mancano all’appello 6 milioni per completare la cifra globale degli interventi previsti. «Stiamo lavorando per reperire i fondi mancanti e poi procedere ad un’unica gara di appalto per beneficiare così dei ribassi d’asta», dice Zubbani.

Tornando alla foce del Carrione, i progettisti, per giungere alla conclusione che per evitare l’insabbiamento occorre un il pennello da 150 metri per allungare lo sbocco a mare del torrente, hanno fatto uno studio idraulico guardando alle piene duecentennali. «Si è provveduto - scrivono nella relazione - ad una verifica con modello Hec-ras impostato sui recenti rilievi topobatimetrici del 2013 eseguiti dall’Autorità portuale. In base alle simulazioni con le portate di riferimento indicate nel Pai, nello stato auutale (attuazione avvenuta degli interventi della Porvincia a difesa idraulica del terriotrio nelle sezioni a monte dei viadotti esistenti) e per il tratto in oggetto non si hanno livelli idrici superiori agli argini del Carrione. Anche il deflusso presso i ponti esistenti avviene con livelli che sono inferiori a quelli degli intradossi dei ponti stessi».

Secondo i tecnici dunque un pennello che prosegue sulla riva sinistra del Carrione fino a raggiungere un fondale di cinque metri è quello che serve per evitare il cronico insabbiamento della foce.

Per quanto riguarda il porticciolo turistico il sindaco ribadisce. «Il piano regolatore portuale è alla fase di pianificazione e non di realizzazione. Ci sarà tempo e modo di approfondire tecnicamente e per sottoporre le ipotesi progettuali alla valutazioni opportune (Vas, Via) ma non confondiamo il water front con il porto, sono due cose distinte»

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