Il Tirreno

Finti furti in camera e il classico rigatino L’estate dei furbetti

Sono tanti tentativi di truffa ai danni degli hotel apuani Ma anche con le case vacanza c’è chi prova il raggiro

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MASSA. Il rigatino, ma non solo. C’è pure chi fa finta di aver subito un furto, generalmente apparecchi tecnologici, in camera e chiede il rimborso. Anche questa estate è all’insegna della truffa (meglio dire tentata truffa) ai danni degli alberghi. Ma alle reception si sono fatti più scaltri e adesso per i furbetti è più difficile riuscire a farla franca. Anche se in questi mesi i loro colpi sono riusciti a metterli a segno.

È sempre l’inossidabile rigatino il trucchetto più gettonato, ma nonostante questo riesce ancora. Un romano si è regalato una vacanza perfetta e non ha badato a spese. Anche perché non aveva alcuna intenzione di pagare il conto. Così per dirla all’Amici miei ha fatto il rigatino, ovvero se ne è andato lasciando qualche bagaglio inutile senza scucire un centesimo all’albergatore, titolare di un quattro stelle di Marina. Tra pernottamento ed extra si è scordato di saldare più o meno mille euro. La denuncia è stata presentata in questura e adesso si sta cercando di capire se ha colpito in altri hotel, ma finora non è emerso nulla.

Il vero fenomeno dell’estate però sono i finti furti inscenati dai clienti delle strutture ricettive per ottenere un risarcimento dall’assicurazione dell’hotel. Sono state una decina le richieste che poi si sono rivelate infondate, figlie di una bugia che mette in difficoltà soprattutto i dipendenti dell’albergo. Un paio di cameriere ai piani hanno dovuto dimostrare la loro estraneità perché accusate ingiustamente dai capi di essersi impossessate di cose che non erano loro. E alla fine si sono anche sentite chiedere scusa da chi aveva puntato il dito contro di loro.

Sempre legata alle ferie un’altra truffa che va per la maggiore è quella delle case vacanza fantasma. Cadere nel tranello è semplice, basta farsi allettare dai prezzi estremamente bassi: ultimamente due famiglie di Massa hanno acquistato un’offerta di viaggio trovata su Internet. L’annuncio prometteva una settimana in appartamento a cinque posti letto per poco più di mille euro, a cavallo tra luglio e agosto, in un posto di montagna rinomato. Un affare. Fatto il pagamento, al momento della partenza il telefono dell’organizzatore risultava però staccato. Le famiglie sono partite ugualmente pensando a un semplice disguido, ma all’indirizzo segnato sul sito per la casa in affitto abitavano i legittimi proprietari ignari di tutto.Questi ultimi sentita la storia si sono fatti una risata, ma per consolare le vittime del raggiro hanno offerto loro una cena. E indicato l’albergo più economico. Al loro rientro a casa le vittime del raggiro si sono presentate in questura e hanno fatto un esposto, contro ignoti perché il nome che aveva dato chi ha venduto il pacchetto era un alias. Insomma, non sarà semplice trovare a chi corrisponde quel nominativo. Disavventura simile, invece, per una coppia di stranieri che aveva scelto il lungomare apuano per rilassarsi. Marito e moglie sono arrivati dal Belgio con la convinzione di passare sette giorni tra mare e sole. La villetta che avevano pagato in anticipo però non esisteva.

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