Bonifiche, porto e investimenti «Accordo vicino»
Riprendono gli incontri Stato-Regione per chiudere l’intesa sugli interventi e la reindustrializzazione
MASSA CARRARA. Avanti tutta con la bonifica dell’area industriale apuana per recuperare spazi per nuovi insediamenti ora ridotti all’osso non solo dall’inquinamento ma anche da fallimenti e procedure di concordato. Avanti tutta con la valorizzazione del porto commerciale di Carrara, infrastruttura ritenuta essenziale per attirare investimenti dei privati (per tutti l’esempio del Nuovo Pignone General Electric). Porto essenziale per la Regione, tanto da ingaggiare una battaglia con il governo per non inserire nell’orbita ligure, di La Spezia, la nostra Autorità portuale. Impegni poi, e non certo per ultimi, per interventi per la sicurezza idrogeologica (anche in questo necessari anche per sbloccare aree).
Comuni (Massa e Carrara), Provincia e sindacati chiamano, la Regione risponde. E lo ha fatto l’altra sera alla tavola rotonda organizzata dalla Cgil alla festa del sindacato a Ca’ Michele a Bonascola. A parlare e a illustrare l’agenda regionale c’era l’ex assessore Gianfranco Simoncini ora delegato dal presidente Enrico Rossi a seguire gli accordi di programma.
Eravamo rimasti, poco prima delle elezioni, il 22 maggio, con un protocollo di intesa, un patto sullo sviluppo per la nostra provincia, firmato appunto da Comuni, Provincia, Regione e Governo. Ora passate le elezioni si riparte: «Il 4 e il 9 settembre abbiamo in agenda incontri a Roma e Firenze per arrivare a breve alla definizione non di uno ma di tre accordi di programma specifici», dice Simoncini.
Un accordo di programma, come hanno del resto sottolineato i sindaci Angelo Zubbani, Alessandro Volpi e il presidente della Provincia Narciso Buffoni, è un impegno ben più preciso e vincolante che un, pur importante, protocollo d’intesa. C’è da calamitare risorse (si pensava almeno a 74 milioni, 8 per le bonifiche, 35 per la logistica portuale, 18 per risistemazione della rete ferroviaria interna all’area industriale apuana e 13 per la mitigazione del rischio idrogeologico) c’è da lavorare (in modo compatto e unitario, hanno assicurato sindaci e Provincia) per un progetto complessivo di rilancio dell’economia apuana e quindi per la creazione di nuovi posti di lavoro.
Simoncini ribadisce: «Lavoriamo per arrivare a breve agli accordi di programma con tre obiettivi sostanziali: 1) rilanciare il processo di reindustrializzazione; 2) rilanciare il sistema portuale. Carrara, con Livoirno e Piombino deve costituire il sistema regionale con ambizioni di volona nazionale; 3) interventi di tipo ambientale, bonifiche quindi e sicurezza idrogeologiche, per avere nuove aree a disposizione».
Certo si guarda a Roma per il rilancio dell’economia apuano, ma Simoncini rivendica anche le azioni giù attauate dalle Regioni per le aree di crisi regionali (Livorno, Piombino, Massa Carrara).
«Abbiamo assunto l’impegno di costituire un fondo di riserva per queste tre aree in ogni bando regionale sullo sviluppo - ricorda - E’ avvenuto per esempio con il bando con gli incentivi per l’occupazione: dei 5 milioni stanziati ce ne sono 500mila a disposizione di ciascuna delle tre aree di crisi. Segnalo poi il bando per i lavori di pubblica utilità: qui abbiamo dato 30 punti su 100 di vantaggio ai progetti che arrivino da queste aree. Ed è un bel vantaggio. Per le aziende che decidano poi di investire in queste aree, e quindi anche in quella apuana, ci sarà un abbattimento dell’Irap»
Per il sindaco di Massa Alessandro Volpi, uno dei temi fondamentali del futuro accordo di programma è appunto quello del reperimento di aree idonee alla reindustrializzazione.
«Reperire aree è diventata una priorità: adesso sono troppo poche e i prezzi, in queste condizioni di mercato, non possono essere davvero appetibili a nuovi investimenti. Di qui la necessità di andare avanti spediti con le bonifiche e anche con la messa in sicurezza del territorio con interventi idrogeologici. nelle aree di crisi. C’è anche da rilevare che su aree attualmente sono anche ingessate da procedure fallimentari o concordatarie.In ogni caso c’è uno stretto nesso tra tematiche ambientale e avere insediamenti produttivi che possano funzionare. Interventi costosi : le amministrazioni comunali non avranno mai tali risorse. Per le bonifiche poi anche il percorso, pur intrapreso, della rivalsa sui privati ha tempi troppo lunghi, incompatibili con l’esigenza di avere presto aree disponibili».
E se il presidente della Provincia Narciso Buffoni rivendica l’azione della Provincia per la costituzione del tavolo per il protocollo d’intesa del patto di sviluppo, il sindaco di Carrara Angelo Zubbani guarda anche all’elemento porto, tra i cardini del futuro accordo di programma.
E si riparte dall’accordo già stretto con GE Nuovo Pignone. «Un conto era mantenere la storica presenza di Nuovo Pignone su Massa un conto è stato convincere gli americani, con 27 stabilimenti in tutto il mondo alcuni dei quali su località dotate di porto, ad investire ancora qui a Marina di Carrara. La produzione sperimentale dei moduli Gorgon è stata positiva, adesso sui nuovi progetti ci aspettiamo e lavoreremo per questo, per avere ricadute occupazionali più importanti. E in questo senso va ricordato l’impegno assunto da GE con la Regione per la partenza del progetto di formazione». Anche Zubbani, come Volpi e Buffoni indica comem essenziale la trasformazione del protocollo in un accordo di programma.
«Lì dentro non c’è tutto ma ciò che serve. Le risorse, certo, ma anche uno snellimento delle procedure che in molti casi è più importante di qualche euro in più, anche se i soldi fanno sempre comodo. Economia del mare. C’è da fare ancora una precisazione: il water front è una cosa il piano regolatore del porto è un’altra. Ampliamento del porto, porticciolo turistico: siamo ancora agli inizi della pianificazione e non siamo nella fase di realizzazione. Ben vengano quindi tutti i contributi e i confronti con chi vuol capire ed essere rassicurato dalla pubblica amministrazione visto che un pezzo di credibilità ce la siamo mangiata con la vicenda del 5 novembre scorso. Ma da lì a dire si torna punto e a capo, dopo 8 anni di lavoro, io credo che non sarebbe una cosa auspicabile. Facciamo quindi tutti i passaggi, la Via , la Vas e tutto quel che serve. Vorrei ricordare che su questa vicenda del porto abbiamo respinto assieme alla Regione, a suo tempo, un tentativo che si appoggiava sulla legge Burlando. Ricordate le proposte di Caltagirone, seguite da altre cinque, che in sostanza dicevano: dateci un pezzo di litorale che ci pensiamo noi. Abbiano preferito seguire le legge della Regione Toscana. Questo progetto popi rispetto ai primi anni Duemila, quando c’era stata una forzatura, è radicalmente cambiato anche se qualcuno continua a dire che si è fatto delle fotocopie di progetti bocciati. Cosa che sarebbe scellerata».
E Simoncini torna a sottolineare l’importanza del porto di Carrara nella rete infrastrutturale regionale. «E’ chiaro che ci batteremo perchè l’Autorità portuale di Carrara resti tutta toscana».Unità di intenti e di sistema deve valere anche per il futuro, insiste Zubbani. E sulle bonifiche si toglie un sassolino dalla scarpa. «Anche l’Eni deve essere chiamata a rispondere della secodna fase di bonifica. C’è un’area ingessata di 17 ettari nel cuore della zona industriale che non abbiamo intenzione di regalare a nessuno, tanto meno all’Eni».
Simoncini assicura la ripartenza serrata delle trattative per arrivare agli accordi di programma specifici. E il sindacato plaude. Il segretario provinciale Cgil Paolo Gozzani e il segretario regionale Dalida Angelini però chiedono «attenzione alla qualità del lavoro». E in questo senso hanno già ottenuto significativi riconoscimenti dalla Regione sia in fatto di appalti e subappalti. «Da non dimenticare nemmeno l’inserimento nella legge regionale sul marmo l’inserimento come obiettivo primario della ricostituzione della filiera perchè ci sia davvero una ricaduta occupazionale sul territorio».
E sui rapporti con gli investitori Gozzani ricorda ancora la vicenda dei cantieri navali Nca: «Bisogna far rispettare al privato gli impegni presi con il pubblico».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
