Il presidio
«Puntiamo tutto sul palazzetto»
Il Comune: il budget per gli impianti sportivi non aumenterà
MASSA. Un regolamento per la gestione degli impianti sportivi, fino ad ora inesistente. Un investimento di due milioni di euro per la realizzazione del palazzetto dello sport. Altri 150 mila euro di fondi regionali per la riqualificazione del campo scuola. E uno stadio da “certificare” per la partenza della sua seconda vita. Sono i punti cardinali dello sport secondo Volpi. L’amministrazione massese punta tutto su questo poker per rilanciare lo sport nel territorio comunale che, come tanti altri ambiti della vita collettiva, risente della scarsità di risorse economiche: i soldi mancano, gli impianti sportivi non vengono ristrutturati e lentamente cadono a pezzi. Prima la muffa, poi l’intonaco, poi le docce che smettono di funzionare. E il quadro che ne esce è di assoluto degrado.
E così infatti che troviamo la maggior parte degli impianti sportivi nel territorio (come Il Tirreno ha raccontato nei giorni scorsi), con le dovute eccezioni di campi messi a nuovo grazie alla buona volontà dei gestori.
Il regolamento. Di miracoli non ne verranno fatti. Il budget a disposizione delle società sportive per la gestione dei campi da calcio rimarrà infatti lo stesso. Non molto. E non c’è da aspettarsi nemmeno una ristrutturazione delle palestre all’interno delle strutture scolastiche di proprietà comunale (alle quali presto andranno aggiunte anche quelle della Provincia dal momento che l’ente è in fase di estinzione).
Tuttavia, con il regolamento arrivato nei giorni scorsi in commissione Sport del Comune (che ha spinto parecchio affinché anche Massa si dotasse di un regolamento) cambieranno le carte in tavola.
«Questo regolamento - spiega il primo cittadino - ha la funzione di metter un po' di ordine in una situazione, delle tante, complicate, in un Comune che non aveva ancora un regolamento degli impianti sportivi. Preparato dagli uffici, stabilisce regole che renderanno funzionanti il sistema di gestione dei campi sportivi comunali. Questo sia per quanto riguarda i campi da calcio sia per le palestre».
Il regolamento (non ancora passato dalla giunta) è stato redatto sul modello di quello fiorentino. Oltre a definire i vari spazi sportivi, gli impianti e la loro classificazione, stabilisce nuove e più puntuali regole per l’affidamento a terzi della gestione degli impianti sportivi, i criteri di assegnazione, gli obblighi del concessionario, le norme generali di manutenzione di un impianto, le cause di eventuali revoche della concessione. Nella bozza attuale prevede 27 articoli, divisi in quattro capitoli, tutti al vaglio adesso dei commissari. E all’entrata in vigore - questo almeno l’intenzione - dovrebbe riordinare il settore.
Gli investimenti. L’amministrazione punta tutto sul palazzetto dello sport, per cui sono stati stanziati due milioni di euro. «È un polmone indispensabile, un importante luogo di socializzazione sportiva che in una città di 73 mila abitanti non può mancare», chiarisce Volpi. Il palazzetto, spiega il sindaco «non è in antitesi con le palestre ma complementare ad esse. In previsione di promozioni, le strutture scolastiche non sono adeguate - spiega - Per certe partite, ad esempio, il tetto della palestra sarebbe troppo basso. Quindi un intervento nella palestra sarebbe impensabile». Volpi chiarisce la sua idea di palazzetto come «luogo di alfabetizzazione sportiva», quindi come punto di partenza, ma anche «luogo per professionisti». Prima il palazzetto poi le palestre quindi: «si può pensare di ristrutturare le due palestre più complete: quella della Bertagnini e della Don Milani. Per loro infatti ci sono i fondi per la riqualificazione del patrimonio, ma è impensabile non dare alla città un palazzetto per ristrutturare tutte le palestre, perché non avremmo, ad esempio, un luogo per campionati di serie D».
L’altro investimento importante sarà nel campo scuola, dove verranno impiegati fondi regionali, 150mila euro, per tutta la pista.
Infine lo stadio, dove sono terminati i lavori e aspetta solo l’okay per l’agibilità.
Tre grandi luoghi di sport quindi da cui, secondo l’amministrazione, bisogna partire per poter dire che sì, anche Massa alla fine è una città per lo sport.
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