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Nuovo porto, la protesta arriva in consiglio comunale

Nuovo porto, la protesta arriva in consiglio comunale

Su Facebook il gruppo “Waterfront-Dietrofront” conta già oltre 600 iscritti E intanto anche Legambiente critica il piano: rischio idraulico per Marina

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MARINA DI CARRARA. Un gruppo pubblico, organizzato su Facebook, che conta - ad oggi- oltre 600 iscritti.

Un gruppo per dire no al progetto del nuovo interfaccia fra il porto e la città. Iil nome della pagina sul social è eloquente: «Waterfront-Dietrofront».

E il primo appuntamento in programma è il consiglio comunale di settembre, quello alla ripresa delle ferie, dove il gruppo “Dietrofront” ha intenzione di fare sentire la propria voce di dissenso al progetto dell’ampliamento del porto.

E intanto anche Legambiente dice la propria sul progetto, in una nota lunga e articolata.

«Vorremmo sommessamente invitare ad un "bagno di realtà" tutti quelli che, in questi giorni, stanno sostenendo l'improrogabile necessità di approvare il nuovo Piano Regolatore Portuale, cullandosi nella dorata e vana illusione che esso sia la premessa indispensabile per un nuovo, impetuoso, sviluppo economico del nostro territorio - si legge nella nota degli ambientalisti - In termini razionali dovremmo convenire che ogni dibattito sull'ampliamento del porto dovrebbe essere improntato all'analisi delle esigenze, dei problemi e degli impatti, restando saldamente legati al principio di realtà. Senza dimenticare che qualunque azione che aggravi il rischio idraulico e l'erosione costiera, non solo impedirà uno sviluppo futuro, ma finirà inevitabilmente per mettere in serio pericolo quelle attività che, già oggi, producono lavoro e ricchezza non solo a Carrara ma in tutto il territorio apuo-versiliese».Vengono poi messe in evidenza alcune criticità come ad esempio il rischio idraulico: «Il nuovo Piano - scrive Legambiente - sembra ignorare la gravissima alluvione che ha messo in ginocchio Marina, ai cui effetti disastrosi ha contribuito proprio l'esistente assetto del porto (la barriera rappresentata dal piazzale Città di Massa). Il Piano, infatti, prevede un nuovo ponte alla foce del Carrione (a immediato ridosso dell'attuale) e il prolungamento in mare del Carrione per 900 m, stretto tra le due banchine del porto commerciale e di quello turistico. Tantomeno accenna ad interfacciarsi (figuriamoci a coordinarsi ed a porre verifiche di merito) con lo studio idraulico post-alluvione sull'intera asta idrografica del Carrione, in corso di avvio e per il quale la Regione Toscana ha stanziato 2 milioni di euro. Si limita a confrontarsi con il progetto dello studio 2008, accontentandosi del fatto che le nuove opere non causerebbero il peggioramento delle condizioni idrauliche. Non evidenzia però (ma lo mostrano le carte!) che i due ponti alla foce non solo mancherebbero del franco di sicurezza, ma sarebbero inondabili: quindi le acque, sbarrate dal piazzale Città di Massa, inonderebbero nuovamente Marina».

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