Il Tirreno

Vandali sul Lungomare ribaltati tutti i cassonetti

di Melania Carnevali
Vandali sul Lungomare ribaltati tutti i cassonetti

Da Marina a Poveromo, rovesciati bidoni e cartelli degli stabilimenti balneari I residenti: «Troppi schiamazzi la notte, non riusciamo più a dormire»

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MASSA. Tutti i cassonetti del viale rovesciati. E i cartelli delle feste o dei menù del giorno degli stabilimenti balneari, anche quelli, ribaltati. In mezzo alla strada o nel marciapiede. Sembra esser passata una tromba d’aria nel Lungomare di Marina, ma in realtà è passata “solo” la mano umana, quella di piccoli vandali in un “normale” venerdì di notte brava. Ieri mattina il litorale massese, da Marina fino a Povermo, si è svegliato così: con decine di cartelli buttati a terra, cassonetti rovesciati, spazzutura per strada, vetri ovunque. Alcuni bidoni erano addirittura sul ciglio della strada. Un bel biglietto da visita di un sabato mattina massese.

A segnalarlo sono stati i cittadini che hanno pubblicato le foto sulle varie pagine Facebook, commentando anche in modo ironico: «colpa di Asmiu che non lascia un addetto a vigilare 24 ore sue 24 con una sedia», ironizza un utente centrando però il punto. Non è infatti la prima volta che qualcuno decide di trascorre la nottata così, buttando all'aria quello che trova: cassonetti, cartelli, panchine. Anche se un litorale in questo modo non lo avevano mai lasciato. «È la prima volta che trovo i cassonetti rovesciati - commenta Luca Martini, del bagno Henderson e della Compagnia del Mare - Di solito trovavamo solo bottiglie in terra. È possibile che siano i ragazzi che escono dalla serata e si divertono così». Più esasperati invece i cittadini di Marina che nei giorni scorsi hanno scritto una lettera aperta per denunciare gli schiamazzi e «l’invivibilità» del quartiere. «Sin dall’inizio dell’estate è cominciato l’incubo - scrivono - Orde di ragazzi urlanti, maleducati, bestemmiatori, che spaccano bottiglie, hanno persino dato fuoco a un orsetto di peluche dimenticato all’asilo. La gente - continuano - è esasperata. Da genitori con bimbi piccoli che si affacciano alle finestre chiedendo silenzio, alla persona che deve alzarsi al mattino presto per andare a lavorare che gli grida contro con quanto fiato può avere, ai turisti che affittano appartamenti o a quelli del vicino hotel che lamentano di non poter chiudere occhio. Cosa riceviamo in cambio se dalle nostre abitazioni protestiamo? Insulti, bestemmie, parole irripetibili, e accade così ogni singola notte». Gli abitanti hanno anche raccolto più di cinquecento firme «chiamato polizia, carabinieri, vigili urbani e parlato con il sindaco, cosa abbiamo risolto? - scrivono ancora nella lettera - Nulla. Perché deve essere permessa una tale mancanza di rispetto? Ma soprattutto perché non si può dormire ogni notte nelle nostre case?».

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