Il Tirreno

la polemica dell’estate

«Stop alle sagre nel mese di agosto»

Il segretario del Pd di Ricortola si scaglia contro la festa della cozza

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MASSA. «Vogliamo evitare la polemica personalistica degli ultimi giorni ma non possiamo esimerci dal porre la nostra solidarietà agli operatori del settore che ogni giorno lottano con la crisi e le difficoltà burocratiche su cui il nostro stato si fonda e su cui c’è tanto ancora da fare. Quello che è successo è stato l'ennesimo colpo ad una zona duramente colpita negli ultimi anni». Così Francesco Bennati, segretario circolo Pd di Ricortola, Bondano, Partaccia e Casone interviene in merito alla polemica sulla sagra della cozza, a sagra terminata - dice - «per evitare di esasperare il clima in un periodo di lavoro fondamentale per la nostra zona». Bennati sostiene infatti che il turismo, e quindi il settore della ristorazione, sia già stata messo in ginocchio da «politiche contraddittorie e poco lungimiranti» come «l'aumento considerevole delle tasse locali pesa drasticamente sugli operatori turistici». Se aggiungiamo «che ormai da diversi anni questa parte della città sconta un situazione vergognosa delle spiagge e di parte del patrimonio delle ex colonie, ne esce un quadro grave che avrebbe bisogno di pianificazione e investimenti che ci appaiono lungi da venire». Organizzare sagre in periodi estivi - secondo Bennati - «causa un problema di concorrenza sleale, gli operatori lavorano, rispettano le regole e pagano tutto l'anno si vedono letteralmente portare via il lavoro da un sistema, di fatto avvantaggiato, come quello delle sagre».

Il presidente del circolo chiede quindi di «stabilire alcuni paletti per il futuro» come lo stop delle sagre e delle feste nel mese di agosto «per garantire il rispetto degli operatori». «Crediamo - dice - sia importante fin da subito convocare un tavolo di confronto tra l'amministrazione, le commissioni comunali e le associazioni di categoria per modificare il regolamento delle sagre».

«Dobbiamo definire meglio e realmente cosa sia la tipicità dei prodotti locali - continua - e dobbiamo abolire la parola deroga che troppo spesso è utilizzata per aggirare le normative. Dobbiamo garantire che nelle sagre non vi sia solo il nome del prodotto ma che l'intero menù lo esalti, senza passare dalle cozze alla rosticciana e soprattutto utilizzare solo prodotti locali e, cosa più importante, sviluppare un sistema per garantire una tassazione equa alle categorie del settore». Secondo Bennati il turismo si crea «esaltando le tipicità e le qualità locali e per valorizzarle il sistema si deve garantire una concorrenza leale, le sfide devono partire, per tutti, dalla solita linea di partenza. Il turismo, ribadiamo, deve essere un punto fondamentale per l'amministrazione e come tale deve essere sviluppato e mantenuto col massimo impegno da parte di essa».

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