Ma sul web si accusa la marmettola
Per gli esperti le cause della moria di animali nei torrenti sono altre
MASSA CARRARA. «Tutta colpa della marmettola». «Tutta colpa dell’inquinamento». «Tutta colpa degli scarichi abusivi». E vai ancora di altri “tutta colpa di” che anche questa volta sono esplosi nella rete lanciati da cittadini attenti che si fanno guardiani e garanti del proprio territorio. A segnalare per primi a Il Tirreno la moria di uccelli acquatici infatti sono stati loro, i commenti con allegate foto sui social network che in un lampo hanno fatto il giro della città arrivando dritti al mittente. E insieme alle foto e ai commenti, sono arrivate anche le ipotesi, le teorie, le domande di persone che osservano il territorio e cercano di comprenderlo. «Se sono morte anatre nel torrente Carrione - si legge su Facebook - non può che essere colpa della marmettola», dal momento che il corso d’acqua in questi giorni era talmente bianco che sembrava Vinavil. «Se sono morte oche nel Lavello - si legge ancora - non può che essere colpa degli scarichi abusivi», dal momento che molti cittadini utilizzano quel corso d’acqua come una latrina a cielo aperto. Tutto vero e tutto falso. Del resto, è difficile pensare che la marmettola non abbia in qualche modo aggravato lo stato chimico e biologico del Carrione, dal momento che una (brutta) caratteristica dello scarto di lavorazione del marmo è proprio quello di alterare lo stato biologico della acque uccidendone i microrganismi. In altre parole si comporta come cemento e secca i corsi d’acqua. Tuttavia secondo gli esperti la causa “diretta”, in questo caso, è un’altra. Ed è un batterio che si sviluppa quando viene a mancare ossigeno in acqua. Gli uccelli acquatici si nutrono in quelle acque e piano piano muoiono, proprio come è successo in questi giorni nei torrenti della provincia.
La marmettola può aver accelerato il processo di deossigenazione del Carrione? Può darsi. Ma spetterà agli esperti dirlo. Intanto la versione ufficiale, rilasciata anche dal primo cittadino di Massa è che la deossigenazione sia stata causata dall’innalzamento delle temperature. «Sembra - commenta Alessandro Volpi - che dipenda dal caldo che ha fatto questa estate e dalla piogge scarse che hanno impedito una normale ossigenazione dei corsi d’acqua». Insomma, un po’ la stessa brutta sorte che è toccata a Orbetello, in provincia di Grosseto, dove il caldo ha messo in ginocchio un intero settore, con una moria di pesci mai vista. In totale tra Massa e Carrara la Asl, che ieri mattina ha voluto incontrare i sindaci dei due comuni interessati e gli assessori all'ambiente, ha contato una trentina di esemplari morti solo in ventiquattro ore.
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