La sagra della Cozza attacca chi critica «Fate beneficenza»
MASSA. La sagra della cozza si chiude tra le polemiche. Gli organizzatori della manifestazione mentre smontavano gli stand hanno replicato alle accuse che gli sono piovute addosso in questi giorni:...
MASSA. La sagra della cozza si chiude tra le polemiche. Gli organizzatori della manifestazione mentre smontavano gli stand hanno replicato alle accuse che gli sono piovute addosso in questi giorni: «Critiche bugiarde e mirate.
Adesso basta. Non ci stiamo più a subire attacchi con motivazioni che non reggono, soprattutto perché chi le fa non ha il coraggio di esporsi di persona. Qual è il vero scopo?». «Anche quest'anno - dicono gli organizzatori della sagra - avevamo deciso di devolvere una parte del ricavato in beneficenza. Daremo l’incasso di una serata a una struttura pubblica locale come l'Opa( oppure altre). Eppure ci prendono di mira speculando sul nostro lavoro. È vero ci siamo spostati (non per nostra volontà), eppure abbiamo avuto ancora un successo straordinario. Chi ci critica dovrebbe invece analizzare il successo delle sagre, capirne le motivazioni e accettarle. Abbiamo visto ristoranti con tutto esaurito, o quasi, anche durante il nostro breve periodo di lavoro, segno che chi lavora bene non ha problemi. Alle sagre la gente si sente veramente libera, all'aperto, con la possibilità di spendere e acquistare un semplice caffè oppure una porzione abbondante di mitili al vapore, mentre i bambini giocano e si divertono». “
Ed ecco la sfida: «Invitiamo chi cerca di contrastarci a operare con gli stessi nostri obiettivi. Invitiamo gli albergatori, i ristoratori, i proprietari di campeggi e tutti quelli che operano a Massa in attività commerciali a dare l’incasso di una giornata in beneficenza, specialmente a quelle strutture pubbliche che hanno risentito della crisi. Lavoriamo a favore di qualcosa piuttosto che contro qualcuno». L’ultimo sassolino quelli della Cozza se lo tolgono replicando alla polemica del parcheggio: «Non è obbligatorio, visto che non tutti i ristoranti o gli alberghi lo hanno. Noi avevamo provveduto anche al parcheggio. Ci avevano concesso l'utilizzo di un terreno adiacente la sagra, incolto da anni e diventato un bosco. Abbiamo fatto tutto, disboscato spendendo una bella cifra e tanta fatica. Alla seconda serata ci hanno tolto il terreno. Sappiatelo però, non basta per farci smettere». Polemiche a parte, la sagra della Cozza per dieci giorni è stata un punto di riferimento per turisti e massesi: «Altro che prodotto non tipico».
Aldo Antola
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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