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Assindustria: avanti tutta con l’ampliamento del porto
Balestri: «Basta con i gruppi che alzano la voce contro tutto e tengono in ostaggio lo sviluppo del territorio. Lo scalo più grande farà crescere la filiera locale»
CARRARA. “Non perdiamo questa occasione”. L’Associazione industriali si schiera sulla questione del raddoppio del porto di Marina. Dicendo, in sostanza: va fatto, sarà un volano per la nostra economia a cui non possiamo permetterci di rinunciare. È il direttore dell’associazione Andrea Balestri a elencare le ragioni del sì degli imprenditori. Lo fa con un’analisi in cui mai affronta le questioni legate al rischio idraulico e di erosione della costa sollevate da molte parti.
«Il clima di ostilità con il quale alcuni gruppi hanno avversato la presentazione del nuovo Piano Regolatore del Porto di Marina di Carrara non aiuta certo a comprendere le molte sfaccettature di un progetto articolato che può rappresentare una opportunità irripetibile la riqualificazione urbanistica di Marina e per le prospettive economiche dei prossimi anni», sostiene Balestri. Secondo il quale almeno su un punto dovrebbe esserci un accordo generale: «Il nostro territorio evidenzia un pesante gap di sviluppo (e di redditi, di tassi di occupazione) rispetto al resto della Toscana. Se siamo d'accordo che questa è la vera sfida sulla quale dobbiamo concentrare risorse ed energie, tutti i progetti, pubblici e privati, che possono colmare, anche in parte, questo gap dovrebbero essere valutati in modo laico, senza pregiudizi. Infatti, proprio per i ritardi che lo affliggono, il nostro territorio necessita più degli altri di un'arena pubblica nella quale i vari soggetti, nel reciproco rispetto, esaminano i grandi progetti con il dialogo».
Al contrario, ragiona il direttore di Assindustria – e qui c’è un attacco al fronte del no – «se il confronto, come succede da troppi mesi, rimane in perenne ostaggio della rete di gruppi e e comitati sempre pronti ad alzare la voce contro tutto , è davvero difficile pensare di agganciare il resto della Toscana». A suo avviso, infatti, le polemiche di questi giorni «hanno creato una cortina di fumo attorno ai pilastri dell'unico vero progetto di sviluppo che il nostro territorio ha concepito negli ultimi quindici anni. Il nuovo Piano regolatore non è caduto improvvisamente dal cielo; è arrivato al termine di un lungo iter; tanti elementi del progetto iniziale sono stati corretti e rivisti; numerose commissioni di tecnici e conferenze dei servizi, non meno sensibili dei protagonisti di tante polemiche alle problematiche idrogeologiche, paesaggistiche e ambientali, hanno esaminato attentamente le carte. Del progetto iniziale, a ben vedere, rimane solo una cosa: l'orgoglio di un territorio che non accetta di essere condannato al sottosviluppo; che non vuole rassegnarsi a tassi di disoccupazione di tre, quattro punti percentuali superiori alle medie regionali; che in progetti come Gorgon o nell'arrivo di particolari segmenti di navi crociera ha intravisto un sentiero di crescita e di lavoro».
Coloro che di oppongono al Piano, dice Balestri, sono animati da «esuberante passione ideologica», ma ignorano che «sono in corso di realizzazione investimenti importanti di alcune imprese di altri territori che si sono affacciate nella nostra zona industriale proprio per le connessioni con il porto; che il valore aggiunto di un porto non si misura nelle tonnellate che transitano rapidamente dalle banchine ai caselli autostradali, ma nel movimentare semilavorati che entrano o escono dalle filiere produttive locali; che la maggior parte dei processi di riqualificazione urbana realizzati negli ultimi venti anni nel Mediterraneo sono stati innescati proprio da progetti di water front».
Insomma, per Assindustria, la partita decisiva dello sviluppo economico del territorio apuano si gioca qui. E di tutto il resto, della sicurezza, dell'ambiente, dei rapporti costi benefici, «si può e si deve discutere. Ma all'interno di un'arena dove porto, sviluppo, ambiente, occupazione e territorio, non sono visti rigidamente uno contro l'altro ma come fattori sui quali trovare un giusto equilibrio».(c.f.)
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